Il disco che puoi ascoltare chiamando un numero di telefono

L’insolita idea dei Microbrixia, un collettivo bresciano, che consente di ascoltare il loro disco semplicemente componendo un numero di telefono

Oltre lo streaming e il download, adesso è possibile ascoltare musica semplicemente componendo un numero di telefono. L’insolito meccanismo è venuto in mente ai Microbrixia, un gruppo nato a Brescia nel 2012 con tre album all’attivo.

Più che una band, i Microbrixia preferiscono definirsi “un giovane collettivo bresciano che organizza eventi di musica chiptune e divulga la cultura cyberpunk”. I componenti sono Francesco Piazza “Frash Pikass”, Raffaele “IDecade”, Ilaria Pandini “Itspandaonair” e Nicola Giacomelli “Overcesium”.

Il loro nuovo album si intitola “+39 0372 1786632” ed è disponibile sia in formato fisico che digitale, attraverso la piattaforma Bandcamp. Una versione in edizione limitata contiene anche le vecchie schede telefoniche tanto amate dai collezionisti negli anni Novanta. Ma c’è un altro modo per ascoltare il disco: comporre il numero di telefono che dà il titolo all’album e seguire le istruzioni. Al costo di una telefonata interurbana, una voce guida trasmette tutte le informazioni per ascoltare le tracce del disco, anche se la qualità dell’audio non è proprio delle migliori.

I Microbrixia fanno “micromusic”, un tipo di musica fatta col Gameboy e altre console che funzionano con microprocessori 8bit. Si chiama “circuit bending”: si prendono giocattoli sonori e li si utilizza per far musica. Frash racconta: «Siamo tutti bresciani under 30, di solito facciamo musica con i Gameboy e con vecchie console da gioco. È la cosiddetta chiptune. Ci siamo spinti verso la vaporwave perché ci piace molto. Ti dà carta bianca e puoi scegliere il tema che preferisci per svilupparla. Noi ci siamo buttati sulla telefonia anni ’80. Abbiamo lavorato con dei campionamenti che creano paesaggi sonori in grado di suscitare nostalgia ed inquietudine. L’approccio è decisamente cyberpunk». Francesco “Frash” Piazza è il più “anziano” del gruppo, è un esperto di cyberpunk e ha una sua idea su internet e sulla rete: «Internet è un posto bellissimo, potrebbe essere l’evoluzione dell’essere umano e il nostro superamento. Molto spesso però la gente si rifugia nei social network, che sono come una baia protetta dal vento. I contenuti che si trovano in questo spazio sono filtratissimi, ultramoderati. Noi vogliamo tenere alta la bandiera della libertà. Una volta era diverso, si navigava su internet, ora confluisce tutto a Facebook. Anche dire “vado su Google” è limitante. Ed è qui che si arriva al pensiero cyberpunk».

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