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Multa fino a 344 euro se ti fermano così in auto: questo indicatore deve funzionare sempre ed è obbligatorio per legge

Migliaia di automobilisti lo sottovalutano ogni giorno, ma è obbligatorio per legge

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Basta una lampadina fulminata per trasformare un normale controllo stradale in una sanzione salata. Non serve guidare in stato di ebbrezza o usare lo smartphone al volante: anche una disattenzione apparentemente banale può costare fino a 344 euro. Il punto centrale è uno solo, ed è stabilito chiaramente dal Codice della Strada: ogni veicolo deve essere sempre in condizioni di massima efficienza.

A fissare questo principio è l’articolo 79, una norma spesso sottovalutata ma che ha implicazioni molto concrete. Non si tratta di un richiamo generico alla manutenzione: è un obbligo preciso. Fari, stop, frecce, dispositivi di segnalazione e visibilità devono funzionare perfettamente durante la circolazione. Se anche uno solo di questi elementi non è operativo, il veicolo diventa irregolare.

Il dettaglio che costa caro: fari e indicatori non funzionanti

È una situazione diffusissima. Un faro anteriore che illumina meno del solito, una luce posteriore spenta, una freccia che smette di lampeggiare. Molti automobilisti continuano a guidare rimandando la sostituzione della lampadina. Ed è qui che scatta il problema.

Secondo quanto previsto dalla normativa, circolare con dispositivi di illuminazione o segnalazione non funzionanti comporta una sanzione amministrativa che varia da 87 a 344 euro. L’importo dipende dalla gravità e dalle condizioni del veicolo al momento del controllo.

I fari garantiscono visibilità, ma soprattutto rendono il veicolo visibile agli altri. Gli indicatori di direzione comunicano le manovre. Gli stop segnalano le frenate. Quando uno di questi elementi non funziona, viene meno una parte fondamentale del sistema di sicurezza stradale.

Quando il problema è più grave: veicolo non idoneo alla circolazione

C’è una differenza sostanziale tra una lampadina fulminata e un fanale danneggiato. Nel primo caso si parla di inefficienza. Nel secondo, di pericolo concreto.

Se un faro è rotto, crepato o addirittura fissato in modo precario, per esempio con nastro adesivo, le forze dell’ordine possono considerare il veicolo non idoneo alla circolazione. In questo scenario, la conseguenza non è solo la multa.

Gli agenti possono vietare la prosecuzione del viaggio e disporre una revisione anticipata del mezzo. Significa, in pratica, che l’auto non può più circolare fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Una misura immediata, che incide direttamente sulla possibilità di utilizzare il veicolo.

Non solo luci: anche il parabrezza rientra nei controlli

L’articolo 79 include tutti gli elementi che incidono sulla sicurezza e sulla visibilità. Tra questi, c’è anche il parabrezza. Una crepa, anche di dimensioni ridotte, può compromettere la visuale del conducente. Non serve che sia estesa o evidente: basta che interferisca con il campo visivo. In questi casi scatta la sanzione. E oltre alla multa, è prevista anche la decurtazione di 2 punti dalla patente.

Perché queste norme sono diventate centrali

Negli ultimi anni il Codice della Strada ha visto un’attenzione crescente su comportamenti ad alto rischio, come l’uso dello smartphone o la guida sotto effetto di alcol e sostanze. Ma parallelamente è aumentata anche la rigidità sui requisiti tecnici dei veicoli. Garantire l’efficienza del mezzo significa ridurre le variabili di pericolo. È una responsabilità diretta del conducente, non delegabile.

Controlli e prevenzione: cosa verificare prima di mettersi in strada

Il controllo più semplice è anche il più efficace. Verificare periodicamente il funzionamento di tutte le luci: anabbaglianti, abbaglianti, stop, frecce, luci di posizione. Bastano pochi minuti.

Stesso discorso per il parabrezza. Una scheggiatura può sembrare irrilevante, ma peggiora nel tempo e può trasformarsi in una crepa più ampia. Intervenire subito evita costi maggiori e sanzioni.

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