Probabile che non tutti ne siano pienamente consapevoli. Lo smartphone che teniamo tra le mani per ore ogni giorno – per lavoro, studio o intrattenimento – oltre ad essere un oggetto tecnologico è una vera e propria riserva di metalli preziosi. All’interno di questi dispositivi si nascondono materiali dal valore economico elevato, tra cui uno dei più ambiti in assoluto: l’oro. Per anni l’idea che si potesse recuperarlo dai vecchi cellulari è sembrata poco più di una leggenda urbana. Oggi, invece, la scienza ha dimostrato che non solo è possibile, ma può avvenire in modo sempre più efficiente.
Già in passato alcune ricerche avevano mostrato come, attraverso specifici procedimenti chimici, fosse possibile separare l’oro dagli altri metalli presenti nei dispositivi elettronici dismessi. Studi condotti all’University of Edinburgh avevano messo a punto processi capaci di isolare il metallo prezioso sfruttando le sue proprietà di conduzione elettrica, che lo rendono indispensabile nei circuiti microscopici. Ogni anno, circa 300 tonnellate di oro vengono utilizzate dall’industria elettronica, e una quota significativa – intorno al 7% – finisce nei rifiuti tecnologici come smartphone, computer e televisori.
- Quanti grammi d'oro ci sono in un cellulare
- Come recuperare l'oro nei cellulari
- La svolta scientifica: come recuperare il 98% dell’oro in 20 minuti
- In quali altri oggetti di elettronica si trova l'oro
Quanti grammi d’oro ci sono in un cellulare
In media uno smartphone può arrivare a contenere fino a 0.035 grammi di oro, si tratta di piccolissime quantità di oro, ma se finissero in discarica grandi quantità di cellulari, l’oro contenuto potrebbe essere recuperato e quindi riciclato. Per estrarlo, è necessario separarlo dai residui in eccesso e utilizzare una miscela a base di acido nitrico e acqua distillata; questa pratica, in realtà, già avviene nelle grandi discariche in Africa, dove finiscono le carcasse dei nostri cellulari. Ma nel continente, africano, dove tra l’altro provengono anche alcuni minerali usati nella produzione, il recupero dell’oro dei cellulari, come di tutti i materiali degli apparecchi elettronici ed elettrici, avviene da parte di lavoratori, le cui condizioni di lavoro sono pessime e la manodopera utilizzata in larga misura è composta da minorenni, con condizioni di sicurezza pari a zero.
Come recuperare l’oro nei cellulari
All’interno del cellulare, il materiale più abbondante usato dai produttori è il rame, necessario per il cablaggio del telefono, insieme all’oro ed all’argento, sono i componenti più costosi. Il tantalio, invece, viene adoperato per realizzare i conduttori e i micro condensatori. Il neodimio e il gadolinio formano le parti magnetiche del microfono e dello speaker, il disprosio, il praseodimio e il terbio permettono la vibrazione dell’apparecchio. Poi vi è il nichel, usato nel microprocessore insieme al silicio, che una volta ossidato conduce elettricità. Laddove invece passi la tensione, si annoverano l’arsenico, il fosforo, l’antimonio e il gallio, usato per altoparlante e microfono. Per effettuare la saldatura dell’elettronica nel telefono, si utilizzano lo stagno e il piombo. Nei nuovi dispositivi, le saldature non adoperano il piombo il quale viene sostituito da un miscuglio di argento, rame e stagno. Insomma, come avrete capito da questa lista, sono molti i materiali usati per costruire il cellulare.
Per recuperare l’oro, per prima cosa occorre smontare l’apparecchio e verificare le parti in oro, distinguendole dalle parti che ne contengono una traccia. Il recupero di parti completamente in oro è piuttosto semplice e veloce, mentre per le componenti che ne contengono solo una traccia, l’operazione diventa lunga e complicata, dato che richiedono l’ausilio di prodotti chimici necessari a separare l’oro dalle altre componenti presenti nello smartphone.
Per poter procedere con il recupero dell’oro dallo smartphone fai da te è necessario disporre di diversi ausili indispensabili come l’acido cloridrico, l’acqua distillata, urea o metabisolfito di sodio, guanti, siringhe e barattoli.
Una volta aperto si smontano le basette, ovvero le lastre verdi attraversate dai filamenti per la conduzione dell’elettricità che consentono ai circuiti elettrici di dialogare tra loro. Questi circuiti sono costituiti da un sottile strato d’oro e proprio per la separazione dell’oro dalle basette si dovranno utilizzare sostanze chimiche composte da una miscela di 70% di acido nitrico e 30% di acido cloridrico. Il composto aiuterà l’oro a sciogliersi, per poi essere filtrato con una siringa per riuscire a separarlo dalla presenza di diverse impurità.
L’acqua distillata servirà a risciacquare l’oro dall’acido per recuperare ogni particella d’oro; infatti lasciando evaporare il liquido si potrà ottenere una polvere dal colore marrone, l’oro puro. Chiaro è che per ottenere un guadagno sostanzioso è necessario avere a disposizione diversi dispositivi elettronici e ha senso solo se considerato in un’ottica di grande scala.
La svolta scientifica: come recuperare il 98% dell’oro in 20 minuti
Negli ultimi mesi, è arrivata una novità significativa. Un gruppo di ricercatori del Guangzhou Institute of Energy Conversion, in collaborazione con la Chinese Academy of Sciences e la South China University of Technology, ha sviluppato un metodo capace di recuperare oltre il 98% dell’oro contenuto nelle schede elettroniche in meno di venti minuti.
La ricerca, pubblicata su Angewandte Chemie International Edition, propone un approccio completamente diverso: invece di “forzare” l’estrazione con reagenti estremamente tossici, il processo sfrutta l’autocatalisi degli stessi metalli presenti nei circuiti, come oro e palladio.
La tecnica utilizza una soluzione acquosa a base di perossimonosolfato di potassio e cloruro di potassio, attivata direttamente dai metalli nobili. Il risultato è una dissoluzione rapida dell’oro, che può essere recuperato con un’efficienza difficilmente raggiungibile con i metodi tradizionali. Dal punto di vista economico, i numeri sono altrettanto rilevanti: trattando circa 10 chilogrammi di schede elettroniche si possono ottenere oltre 1,4 grammi di oro con un costo contenuto, molto inferiore sia all’estrazione mineraria sia ai sistemi di riciclo attuali.
In quali altri oggetti di elettronica si trova l’oro
Secondo l’ENEA il valore dell’oro e argento buttati via insieme ai rifiuti elettronici in Italia si aggira intorno ai 15 miliardi di euro all’anno. A livello globale, il mondo produce fino a 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici all’anno – l’equivalente di 6.000 Torri Eiffel – e sta crescendo del 3-4% all’anno. L’Europa è il secondo produttore mondiale di rifiuti elettronici, gettando via circa 12,3 Mt di apparecchiature elettroniche e batterie all’anno. All’interno sono nascoste 330.000 tonnellate di rame e 31 tonnellate d’oro . E poiché le apparecchiature più vecchie in genere contengono più di questi metalli rispetto ai dispositivi più recenti, se dovessimo recuperare tutto questo, sarebbe più che sufficiente per produrre i 14,3 Mt di nuove apparecchiature elettroniche e batterie che gli europei acquistano ogni anno. L’industria elettronica è uno dei settori industriali che si fornisce maggiormente di oro, per via delle interessanti proprietà che include questo metallo prezioso, come ad esempio la morbidezza e la malleabilità, che rendono possibile la sua incorporazione in dispositivi elettronici intelligenti come i computer. L’oro, infatti, è resistente alla corrosione, poiché non si ossida nei punti di contatto e durevole, in quanto può resistere alle radiazioni infrarossi. Per questi motivi, infatti, i dispositivi elettronici moderni più sofisticati tendono ad avere almeno una piccola quantità di oro al loro interno.
Tracce di oro si trovano in computer e laptop, da schede madri e CPU, telefoni di vecchia generazione, videoregistratori, sistemi audio e semiconduttori. Le parti del computer contengono la maggior parte dell’oro: da schede madri, circuiti integrati, contatti, pin e circuiti stampati. E come si recupera l’oro da un computer? Il procedimento di recupero del metallo prezioso è lo stesso che abbiamo illustrato per lo smartphone. Se nei cellulari le quantità di oro sono veramente minime, nei computer potrebbero essere più elevate ed arrivare anche e mezzo grammo di oro.