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La Nasa e Google scoprono un piccolo Sistema Solare

La Nasa e Google hanno scoperto insieme un piccolo Sistema Solare simile al nostro, formato da otto pianeti

Fonte: Twitter

Un piccolo Sistema Solare sosia del nostro. A scoprirlo sono stati gli scienziati della Nasa che sono riusciti a raggiungere questo traguardo grazie ad un sistema di intelligenza artificiale realizzato da Google.

Il Sistema Solare si trova non molto lontano da noi ed è formato da otto pianeti. Per la prima volta l’Agenzia Spaziale ha deciso di allearsi con il gigante del web sfruttando insieme alla potenza del telescopio spaziale Kepler anche le invenzioni di Google.

L’obiettivo? Trovare pianeti potenzialmente abitabili simili alla Terra. La scoperta è stata comunicata in diretta mondiale dalla Nasa e lo studio è stato pubblicato sulla celebre rivista “Astronomical Journal”.

Dal 2014 il telescopio Kepler ha consentito agli studiosi di individuare migliaia di pianeti. La scoperta avvenuta in questi giorni però è davvero straordinaria, perché si tratta di un sosia in miniatura del nostro Sistema Solare. Gli otto pianeti ruotano intorno alla stella Kepler-90 e sono distanti 2.545 anni luce dalla Terra.

La scoperta è stata possibile anche grazie ad un sistema di intelligenza artificiale ideato da Google, che ha consentito di individuare l’ottavo pianeta. Il pc, che imita le reti di neuronali del nostro cervello, è stato addestrato a riconoscere i 35.000 pianeti fotografati dal telescopio della Nasa e ad analizzare la luminosità delle varie stelle in transito davanti ad essi. Il pianeta individuato da Google si chiama Kepler-90i, orbita ogni 14,4 giorni intorno alla sua stella, è roccioso e ha temperature così alte da risultare inospitale.

“Proprio come pensavamo, ci sono emozionanti scoperte ancora nascoste nell’archivio dati di Kepler, in attesa degli strumenti e delle tecnologie capaci di scovarle – ha spiegato Paul Hertz, che dirige la divisione di astrofisica della Nasa a Washington -. Questa scoperta dimostra che i nostri dati costituiranno un vero tesoro per i ricercatori innovativi per gli anni a venire”.

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