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Perchè si dice anno bisestile ?

Siete curiosi di sapere perché si dice anno bisestile? La spiegazione è semplice, da ricercare nel passato, precisamente ai tempi dell'impero romano

Fonte: flickr

Perché si dice anno bisestile? Senza dubbio vi sarete posti mille volte questa domanda. Se però la curiosità non è bastata a spingervi ad approfondire le conoscenze sull’argomento, allora questa è l’occasione giusta. Infatti la storia dell’anno bisestile, anche detto bisesto, risale ai tempi dell’antica Roma, dunque ha una tradizione solida che dura da moltissimo tempo. L’anno bisestile non è altro che un anno di 366 giorni anziché di 365. Questo avviene ogni quattro anni, perché un anno dura esattamente 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi.

Dunque le ore e i minuti residui ogni anno formano un giorno in più, che si aggiunge in coda al mese di febbraio, che diventa di 29 giorni. Alcuni “fortunati”, nati proprio in quel giorno, si dice che invecchino più lentamente visto che festeggiano il compleanno ogni quattro anni. Il significato della parola, che deriva dal latino Bisextus, è due volte sesto. Naturalmente a primo impatto questa traduzione non ci dice nulla, perché il nome è legato al calendario dell’epoca, il complicato calendario romano.

Suddetto calendario prevedeva il sistema delle calende, che erano il primo giorno del mese, delle none, che erano il quinto giorno del mese e delle idi, che erano il tredicesimo giorno del mese. Difatti all’epoca il calendario era legato il ciclo lunare e cominciava con il novilunio, anche detto Luna nuova, ovvero quando in cielo si poteva scorgere la luna piena. Il calendario viene chiamato anche pre-giuliano, poiché è rimasto in vigore fino all’avvento del calendario giuliano, istituito da Gaio Giulio Cesare nell’anno 46 a.C.

Il calendario di Romolo aveva solo dieci mesi e dunque un Capodanno diverso. In verità le calende non corrispondevano sempre al novilunio, visto che in quel caso ogni mese sarebbe dovuto durare 29,5 giorni. Dunque perché si dice anno bisestile? Il sest’ultimo giorno di febbraio, che all’epoca era un mese di trenta giorni, veniva anche chiamato il sesto giorno avanti al primo giorno di marzo. Dunque ogni quattro anni gli veniva affiancato un altro giorno, che veniva chiamato secondo sesto. Per abbreviazione è stato sostituito con il termine bisesto, oggi divenuto bisestile.

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