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Perché rompere uno specchio porta male?

Se siete superstiziosi, non potete non conoscere la leggenda sullo specchio e il motivo per cui porterebbe male: risale agli Antichi Romani

Di superstizioni a cui credere in modo più o meno convinto ne conosciamo parecchie: dal gatto nero che attraversa la strada al pericolo di passare sotto una scala aperta fino al corno contro il malocchio o al sale che non andrebbe mai passato di mano in mano. Nota – e particolarmente temuta – anche quella dello specchio: si dice, infatti, che il malcapitato che ne rompe uno avrà indietro sette anni di sventura. Ma come è nata questa infausta credenza popolare?

Pare risalga addirittura ai tempi degli Antichi Romani presso cui il maldestro gesto di danneggiare uno specchio era sinonimo di salute spezzata. Si credeva che ogni superficie riflettente – dallo stagno ad un vetro – avesse proprietà magiche e quando lo specchio si rompeva, l’immagine di chi si stava specchiando era immancabilmente compromessa e distorta: ciò si traduceva dunque in ben sette anni di malasorte.

I riflessi dello specchio, infatti, erano intesi come la rappresentazione della propria anima che durante la rottura si propagava in aria fino a disperdersi. Da qui l’accezione totalmente negativa della superstizione che è arrivata intatta fino ai giorni nostri.

Sappiate inoltre che se lo specchio finisce per rompersi da solo, il proprietario non andrà incontro a sette anni di sfortuna ma perderà un caro amico… Conoscevate quest’altra leggenda parallela? Dagli Antichi Romani deriva anche un’altra credenza, su venerdì 17, che nasconde un mistero che in pochi conoscono!

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