Chi ha inventato l'orologio?

Orologio da polso, a pendolo, da parete o digitale: tante varianti per una storia comune. Frutto di secoli di evoluzione, scopriamo chi l'ha inventato

Fonte: en.wikipedia.org

L’orologio è uno strumento che ha attraversato una ricca evoluzione nel corso dei secoli. Non è certo il primo oggetto inventato per misurare il trascorrere del tempo, ma è diventato quello dotato di maggiore precisione ed è di conseguenza giunto fino alla nostra epoca, adattandosi alle esigenze d’uso e ai progressi tecnologici. La domanda sorge quindi spontanea: qual è l’origine di questo peculiare strumento? Chi ha inventato l’orologio e come si è evoluto nei secoli?
La suddivisione del tempo convenzionale in ore, minuti e secondi rappresenta un sistema arbitrario che viene da secoli di storia. Le prime tracce di una scansione del tempo risalgono agli uomini primitivi che contavano cicli di 28 giorni e 12 mesi basandosi sulla posizione della luna. Ai sacerdoti Babilonesi sembra si debba la suddivisione del giorno in 24 ore, risalente più o meno al III millennio a.C.

Gli antichi egizi sono responsabili dell’invenzione dell’orologio solare, o meridiana, risalente al 15oo a.C. Questo era originariamente costituito da un paletto conficcato nel terreno che indicava l’ora tracciando una diversa ombra in base alla posizione del sole. Ciò lo rendeva tuttavia inutilizzabile di notte. Per ovviare al problema, gli egizi inventarono l’orologio ad acqua, simile alla clessidra odierna, che si serviva di un vaso di terracotta riempito d’acqua in cui veniva praticato un foro. In base all’acqua che gocciolava e a quella che rimaneva all’interno veniva effettuato il calcolo delle ore.
Col passare dei secoli si tentò di rendere la misurazione del tempo sempre più precisa ed è così che arriviamo al XIII secolo, epoca in cui in Francia cominciarono a apparire i primi orologi meccanici, che venivano installati nei campanili delle chiese. Questi meccanismi erano provvisti di una sola lancetta per le ore ed erano inoltre ancora estremamente imprecisi, tanto che ogni giorno il meccanismo veniva ri-regolato a mezzogiorno, quando il sole raggiungeva il punto più alto nel cielo.

A partire dal XVI secolo fecero la loro comparsa i primi orologi tascabili. Questi erano ancora piuttosto ingombranti e si portavano di solito legati ad una catena attorno al collo (il ché li rendeva accessori prevalentemente femminili). Uno dei primi esempi noti è l’orologio appartenente a Philipp Melanchthon, riformatore protestante, risalente al 1530. Gli orologi da taschino veri e propri sono frutto del lavoro di Peter Henlein, considerato ancora oggi il padre del moderno orologio.
L’evoluzione dell’orologio continuò con l’introduzione del meccanismo a pendolo, su cui lavorarono sia Galileo Galilei che l’olandese Christiaan Huygens. Il primo orologio a pendolo, apparso nel 1657, raggiunse la massima precisione al secondo. Successivamente, sempre lo stesso Huygens inventò il sistema del bilanciere e della molla a spirale. Questa scoperta in particolare contribuì a rendere l’orologio da taschino ancora più facile da portare e a renderlo un accessorio insostituibile per i gentiluomini dell’epoca.

A partire dal XIX secolo fece la sua comparsa l’orologio da polso. Sembra che il primo orologio da polso mai creato risalga infatti al 1812 e fu realizzato da Abraham-Louis Breguet per essere poi indossato da Carolina Murat, regina di Napoli e sorella di Napoleone. Quest’orologio non è tuttavia giunto ai giorni nostri e vi sono soltanto dei documenti che ne attestino l’esistenza. L’orologio da polso più antico ancora conservato risale invece al 1868 e fu realizzato da Patek Philippe per la contessa ungherese Koscowicz. Sia come sia, l’orologio da polso rimase per decenni un accessorio esclusivamente femminile. Gli uomini rimanevano legati all’orologio da taschino, nonostante risultasse scomodo in alcune circostanze. Il primo orologio da polso maschile fu realizzato nel 1904 da Louis Cartier per l’aviatore Santos-Dumont, il cui mestiere di pilota rendeva difficoltoso leggere l’ora con il tradizionale orologio da taschino. L’orologio da polso risolse il problema e da allora si è diffuso in ogni livello della società, divenendo sempre più usato.

Il XX secolo è caratterizzato dalla rivoluzione dell’invenzione dell’orologio al quarzo. Incredibilmente più preciso di quello meccanico grazie al cristallo al quarzo usato per misurare il trascorrere del tempo, questo orologio fu inventato nel 1928 dagli americani W. Horton e W. A. Morris ma fu convertito in orologio da polso solo negli anni ’60. A partire da questo momento in poi la tecnologia al quarzo soppiantò definitivamente l’orologio meccanico e la base produttiva si spostò in Asia, in particolare in Giappone.
Negli ultimi anni la manifattura degli orologi ha dovuto tenere il passo con gli avanzamenti della tecnologia e non solo. Da un lato abbiamo le più recenti innovazioni come il modernissimo smartwatch, in cui la misurazione del tempo diventa solo uno degli innumerevoli compiti che l’orologio è in grado di svolgere. Dall’altro l’orologio è diventato un vero e proprio oggetto di stile e alla moda, da abbinare e impreziosire, visto sempre più come un accessorio di lusso.

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