Quest'uomo non è mai uscito dalla sua auto per 7 anni

Perché un uomo non riesce più a scendere dalla propria vettura? Scoprite l'assurda storia di un uomo che da 7 anni vive recluso nella propria auto

Fonte: Pixabay

Il senso di solitudine del nostro tempo è spaventoso. L’egoismo ci attanaglia. Il bisogno di avere, di possedere, regola ogni aspetto della nostra esistenza. Per questa ragione, a volte, si fanno delle scelte estreme. Un po’ per provocazione, un po’ per reale esigenza, un uomo si è chiuso nella propria vettura e da 7 anni a questa parte ha scelto di non uscire, se non per esigenze primarie. La condizione in cui vessa l’umanità oggi diventa ancor più palese nel momento in cui, un intero paese, ha creduto possibile questa storia.

Infatti, la vicenda di un uomo che reclude se stesso nella propria automobile, in fuga da tutto e da tutti, abbandonato da amici, conoscenti e parenti, è la trama di Turbodiesel, un cortometraggio, realizzato tempo fa da V7M. Il protagonista è un uomo nato il 22 novembre del 1963. Il film è una produzione ceca e buona parte della popolazione della Repubblica ha creduto possibile una cosa del genere.

Il film

La pellicola inizia con questa persona che descrive se stessa mentre è in auto, in viaggio verso chissà dove. Solo dopo 5 minuti rivela che egli, 7 anni prima, è entrato nella vettura senza uscirne più. Passa qualche istante è l’uomo spiega che non ha problemi nel fare di tutto lì dentro, persino lavare i propri vestiti. La telecamera, infatti, inquadra il retro e mostra un ammasso di maglie, camicie e pantaloni, appena lavati.

L’uomo ci tiene a precisare che all’interno della vettura può salire chiunque. Nel senso che, se ai suoi amici, ciò non dispiace o disturba, possono tranquillamente accomodarsi e fare un giro nella sua “vita”. La telecamera percorre, tappa per tappa, una giornata tipo del soggetto in questione: dalla spesa al cambio ruote, passando per la pulizia personale.

La solitudine

Il XXI secolo rappresenta l’età della solitudine? Come può essere cambiato così radicalmente il modo di rapportarsi dell’individuo con i simili della sua specie? Sono interrogatori che bisogna porsi nel momento in cui, se è vero che questi è solo un corto, casi reali simili ce ne sono e non sono pochi.

Il fenomeno colpisce principalmente due categorie di persone, molto distanti fra loro. Da un lato gli anziani, spesso dimenticati dalle famiglie, dall’altro i giovani, minati poi dall’avvento di Facebook.

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