I salti dei rover giapponesi su un asteroide: la foto storica

Sono atterrati con successo sull'asteroide i due rover sganciati dalla sonda Hayabusa – 2 dell'agenzia spaziale giapponese

Sfocata ma incredibile, è l’immagine catturata sull’asteroide 162173 Ryugu, da uno dei due Minerva 1 A e 1 B.

Si tratta dei due rover sganciati dalla sonda Hayabusa – 2 che è stata lanciata nello spazio il 30 novembre del 2014 dalla Agenzia Spaziale Giapponese (Jaxa). A giugno 2018 ha finalmente raggiunto l’asteroide che viaggia nella fascia tra Marte e Giove. Inizialmente si è occupata di studiarlo, spingendosi talmente vicino da arrivare a qualche decina di metri dalla sua superficie. Questo gli ha permesso di conoscerlo in maniera più approfondita. Poi la discesa, che ha preso il via il 21 settembre grazie ai due rover Minerva.

Si tratta di cilindri di dimensioni molto piccole: 18 centimetri il diametro, per 7 d’altezza e un peso complessivo di poco più di un chilo.

E le immagini scattate testimoniano la presenza dei due sull’oggetto celeste, dove si muovono a piccoli balzi proprio per evitare di perdersi nello spazio. La ragione sta nella bassa forza di gravità dell’asteroide, che comunque è bastata a portarli (molto lentamente) sulla sua superficie.

Ma i rischi di perdersi erano elevati e questo ha lasciato i membri dello staff dell’agenzia spaziale giapponese in tensione, nella speranza che la missione stesse procedendo nella maniera corretta. E le risposte ci sono state insieme alla prima  immagine scattata da Minerva 1 A dove si vede (molto sfocata) la superficie dell’asteroide e il Sole.

“Il primo hop di successo” viene definito dagli stessi responsabili del progetto in un cinguettio sull’account Twitter. E questo è un momento storico perché si tratta dei primi robot ad esplorazione mobile ad atterrare sulla superficie di un asteroide e anche dei primi capaci di esplorarlo in movimento. Insomma una serie di primati importanti, destinati a dare forse risposte interessanti alla scienza. Prima di loro si era posata su un oggetto celeste (il nucleo di una cometa) solo la sonda Rosetta.

Ma la missione non si ferma qui, infatti dovrebbe durare circa un anno ed è previsto a breve l’invio del lander Mascot, che è stato realizzato dall’agenzia spaziale tedesca insieme a quella francese, e avrà il compito di eseguire rilevamenti e altre fotografie, ma rimanendo fermo.

Passi successivi dovrebbero essere l’avvicinamento della sonda spaziale all’asteroide e una piccola esplosione di quest’ultimo per raccogliere campioni interni e non contaminati. Che poi dovranno essere studiati sulla Terra.  L’obiettivo è quello di far luce su quando si stava formando il nostro sistema solare.

Foto dall'asteroide rover

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