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Sai il significato delle pieghe del cappello da chef?

Alto, bianco e con 100 pieghe: la storia del cappello da cuoco dal '500 a oggi

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Nell’immaginario collettivo quando si pronuncia la parola ‘chef’ si pensa automaticamente alla sua uniforme con grembiule bianco e soprattutto con il caratteristico cappello a pieghe, anch’esso bianco, vero e proprio simbolo della professione del cuoco (10 falsi miti sulla vita degli chef che vi stupiranno). Ma vi siete mai chiesti il perché di tutte quelle pieghe?

Il cappello da chef è chiamato toque blanche, o toque da cuoco: deriva dal francese “toque”, che anticamente indicava un tipo di cappello generalmente cilindrico, simbolo di una carica o una professione e, ancor prima, equivaleva alle parrucche dei nobili di Spagna e Francia. Quello da cuoco è alto, gonfio in cima, bianco ed è tipico soprattutto del capo chef durante l’attività culinaria.

Si narra che la nascita del cappello da cuoco si debba a un fatto piuttosto truce avvenuto nell’Inghilterra del re Enrico VII: durante un banchetto il re trovò dei capelli nel cibo e decise di far decapitare lo chef responsabile di questo imperdonabile errore. Da quel momento quindi si decise di ricorrere per i cuochi a cappelli da indossare durante l’attività per evitare di fare la stessa fine di quel povero malcapitato.

Quanto alle caratteristiche pieghe la tradizione vuole che indichino i 100 modi che uno chef conosce per cucinare le uova. È facile intuire, quindi, che in senso lato indichino l’esperienza del cuoco che lo indossa. I cappelli da chef non sono tutti uguali: alcuni sono più alti degli altri, questo perché l’altezza è legata alla gerarchia che vige in cucina.

Al di là di tutto, oggi i cappelli da chef non sono solo uno status symbol ma prima di tutto una misura igienica che evita che capelli e gocce di sudore dei cuochi finiscano nei piatti che vengono cucinati.

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