Schiacciata con la mortadella da record: è lunga 101 metri

Una prelibatezza di 101 metri realizzata a FICO Eataly World

24 Novembre 2021
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Fonte: it.123rf.com

Ah, l’Emilia Romagna! Terra di sapori, profumi e calore umano che hanno pochi eguali nel mondo. In questa regione d’Italia c’è di tutto: il paesaggio collinare, le distese di spiaggia e il mare che ogni anno chiama a raccolta centinaia di migliaia di turisti, e poi che dire del cibo?

La tradizione culinaria dell’Emilia Romagna è davvero ricca di piatti gustosi: la pasta fatta in casa, le famosissime piadine, ma anche la frutta, e come non citare gnocco fritto e salumi? Il crudo di Parma è noto in tutto il mondo, e un motivo ci sarà. Ebbene proprio di salumi oggi vogliamo parlare.

A FICO Eataly World, nei pressi dello spazio Fabbrica Mortadella Bologna, fin dal mattino, nei giorni scorsi, il team del Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna è stato impegnato ad affettare oltre 100 kg di Mortadella Bologna per poter farcire al meglio la schiacciata lunga oltre 100 metri impastata e cotta a vista dal team di maestri fornai che, per l’occasione, hanno utilizzato lo speciale forno mobile Zannolli.

Come riporta il sito Emiliaromagnanews24.it ben 101 metri di bontà profumatissima e gustosa che, dopo aver decretato il nuovo record, è stata tagliata e fatta degustare a tutti i visitatori presenti. E fortunati loro, ci permettiamo di dire.

La mortadella, fa sapere Wikipedia.it, è un grosso insaccato originario di Bologna, fatto con carne di suino cotta, mescolata con cubetti di grasso di maiale (principalmente il grasso duro del collo), generalmente di forma cilindrica o ovale. È tradizionalmente aromatizzata con grani di pepe nero, alcune versioni possono contenere anche pistacchi o più raramente bacche di mirto. La versione più conosciuta è la Mortadella Bologna ma se ne trovano altre varietà, anche fatte con altre carni.

L’origine del nome “mortadella” è dibattuta. Una teoria fa derivare il nome dal termine latino mortarium (mortaio), attrezzo tradizionalmente usato per pestare la carne. Questa teoria, proposta da Giancarlo Susini, professore di storia antica all’Università di Bologna, si basa su due stele funerarie custodite nel Museo archeologico di Bologna ritenute appartenenti allo stesso monumento, una raffigurante un branco di maialini e l’altra un mortaio e pestello. Un’altra teoria, introdotta da Ovidio Montalbani nel XVII secolo, deriva il nome da una salsiccia romana aromatizzata con bacche di mirto che i romani chiamavano farcimen myrtatum o farcimen murtatum (salsiccia di mirto). Il mirto era infatti una spezia popolare prima che il pepe diventasse disponibile per i mercati europei.

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