Se annusi il profumo muori: la nuova bufala su Whatsapp

Su Whatsapp sta circolando una nuova bufala decisamente inquietante secondo cui si può morire inalando del profumo che arriva per posta

Da qualche giorno su Whatsapp sta circolando un messaggio preoccupante in cui si parla di un profumo al veleno che, se inalato potrebbe provocare arresto cardiaco e morte. In realtà si tratta solo di una bufala, che è stata svelata in questi giorni dal profilo Facebook della Polizia di Stato, “Una vita da social”. “Un messaggio alquanto inquietante sta circolando su whatsapp – si legge sui social network -. Questo il testo: Se trovate dei cartoncini con dei campioncini di profumo nella cassetta della posta. NON INALATELO. È un veleno letale che da arresto cardiaco immediato. Già a Bari ne hanno sequestrato 5000 pezzi e da analisi fatte si è riscontrato la pericolosità del liquido contenuto – infine il messaggio si conclude con un monito -. Mi raccomando fate girare…. Fonte della Polizia di Stato sezione Anticrimine”.

La Polizia di Stato ha spiegato che in realtà si tratta solamente dell’ennesima bufala fatta circolare su Whatsapp. Sono informazioni completamente false che però creano un forte allarmismo da parte di chi ci crede e continua a condividere con i propri contatti queste informazioni. “Nulla di quanto scritto corrisponde a verità – hanno spiegato le forze dell’ordine – pertanto vi consigliamo di cestinare il messaggio e a non alimentare falsi allarmismi”.

Già qualche tempo fa la Polizia di Stato aveva messo in guardia gli utenti di Whatsapp riguardo le numerose truffe che circolano. In particolare quelle riguardanti la donazione di sangue negli ospedali. “Ancora centinaia di segnalazioni per questa collaudata catena di S.Antonio – aveva scritto in un post il profilo “Una vita da social” -. Questi messaggi sono spesso viralizzati dal fatto che sono scambiati tramite WhatsApp tra familiari e conoscenti che sembrano garantire la loro veridicità. Le richieste di sangue, in caso di bisogno, possono pervenire solo da ospedali o asl attraverso canali ufficiali. Basterebbe riflettere un po’ di più su cosa si riceve e cosa si vuole inviare”. Anche nel 2017 dunque occhio alle bufale sui social e sulle app di messaggistica istantanea.

In collaborazione con Adnkronos

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