La storia incredibile del tesoro ritrovato di Picasso

Vi raccontiamo la storia incredibile del tesoro di Picasso scomparso anni fa e ritrovato da una studiosa italiana

Fonte: Twitter

A distanza di anni Picasso torna ad emozionarci grazie al suo tesoro ritrovato. Si tratta di una riproduzione del “Guernica”, celebre quadro del pittore, realizzato sul cartone. Pochi infatti sanno che l’artista per un lungo periodo di tempo creò insieme all’amica Jacqueline de la Baume, giovane tessitrice, diversi arazzi che per la maggior parte finirono nella collezione personale di Rockfeller, il magnate americano ed estimatore di Picasso.

Nel 1921 sarà la donna a tessere per la prima volta Guernica in ben undici colori. L’artista fu così soddisfatto del risultato che decise di collaborare con Jacqueline, co-firmando con lei numerose opere. Nel corso degli anni moltissimi quadri di Picasso vennero trasformati in arazzi come “Les demoiselles d’Avignon”, “Pêche de nuit à Antibes”, “Les trois musiciens”, “L’acrobate”, “La joye de vivre”, “La baignade” e .”Femme à la mandoline”. Nel corso degli anni gli arazzi sono finiti in collezioni private, ma nessuno ha più saputo che fine avessero fatto i cartoni realizzati da Picasso.

Il mistero è stato risolto da Serena Baccaglini, storica dell’arte che ha indagato attraverso le amicizie del pittore per ritrovare questo tesoro nascosto. La studiosa è arrivata nel Sud della Francia per incontrare i figli di Jacqueline e scoprire dove si trovavano i cartoni delle opere. Con sua enorme sorpresa è riuscita a trova quello del Guernica, che era nascosto e dimenticato in un garage, coperto di polvere.

Il tesoro di Picasso, tornato alla luce, è diventato il protagonista di una mostra in Italia ed è stato già esposto a Praga, San Paolo del Brasile e Wroclaw. Racconta il genio di un grande artista, ma soprattutto l’orrore della guerra. Era il 1940 quando un ufficiale nazista entrò nello studio di Picasso in rue des Grands Augustins. “Avete fatto voi questo orrore?” domandò indicando il Guernica e Picasso rispose: “No. L’avete fatto voi”.

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