Apocalisse, Roma spazzata via da esplosione nucleare: presagio IA

Il futuro inquietante immaginato dall'intelligenza artificiale: città in fiamme e devastate dopo esplosioni nucleari

9 Febbraio 2024
Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Come apparirebbero le città più iconiche del mondo dopo un’esplosione nucleare? Come sarebbe Roma senza il suo Colosseo, o Parigi senza la sua Tour Eiffel? Attraverso l’intelligenza artificiale sono state create delle immagini apocalittiche che offrono una visione straziante della fine del mondo, con la distruzione delle capitali europee e mondiali, tra cui Roma, Tokyo, Londra e Parigi, in seguito a esplosioni nucleari. L’idea è nata dopo il nuovo annuncio del cosiddetto Orologio dell’Apocalisse, il Doomsday Clock, che getta un’ombra cupa e sinistra sul possibile destino della Terra.

L’intelligenza artificiale immagina le città dopo un’esplosione nucleare

Le rappresentazioni sono state sviluppate dall’IA Midjourney e ritraggono un mondo desolato post-detonazione nucleare. Famose città come Roma, Parigi e Mosca emergono come terre bruciate, avvolte da cumuli di fumo e fuoco.

Tokyo, la capitale giapponese, nelle foto appare misteriosamente priva di vita, con edifici fatiscenti che testimoniano la devastazione. Roma appare spazzata via da un’esplosione nucleare insieme ai suoi edifici storici, così come Parigi. Le visioni cupe dei cieli e la distruzione dei monumenti più noti forniscono uno spaccato inquietante di ciò che potrebbe attendere il mondo nel cosiddetto “giorno del giudizio”.

Che cos’è Midjourney

Midjourney è un avanzato sistema di intelligenza artificiale che si distingue per la sua capacità di creare rappresentazioni visive realistiche di scenari futuri. Usato come in questo caso per la simulazione di eventi apocalittici, questo strumento tecnologico offre una prospettiva straordinariamente dettagliata su come potrebbero manifestarsi le conseguenze di eventi catastrofici, come le tanto temute esplosioni nucleari.

Grazie alla sua potente capacità predittiva, Midjourney contribuisce a fornire una comprensione visiva e palpabile di scenari apocalittici, invitando alla riflessione sulla necessità di affrontare le sfide globali per evitare tali esiti devastanti.

Il Doomsday Clock e la paura per il futuro

Lo scenario apocalittico emerge dopo l’annuncio del Bollettino degli Scienziati Atomici, il quale rivela che l’umanità avrebbe soltanto “90 secondi” di tempo prima dell’Apocalisse: si tratta del famigerato Doomsday Clock. Il limite è stato raggiunto per la prima volta dalla sua istituzione nel 2023.

Il Doomsday Clock, o più comunemente Orologio dell’Apocalisse, è un simbolo creato nel 1947 dall’associazione scientifica The Bulletin of the Atomic Scientists. Questo orologio rappresenta metaforicamente quanto tempo manca prima della mezzanotte, che simboleggia la fine del mondo. Il suo scopo principale è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo alle minacce globali, in particolare legate alle armi nucleari e ai cambiamenti climatici. A seconda della valutazione degli esperti, l’orologio viene regolato avanti o indietro, indicando simbolicamente quanto la situazione planetaria sia vicina o lontana dalla catastrofe. La sua recente impostazione a soli “90 secondi” rappresenta un avvertimento all’umanità sulla crescente gravità delle sfide globali e la crisi climatica.

L’Intelligenza Artificiale di Midjourney ha identificato Pechino come un potenziale epicentro di esplosioni, mostrando l’area invasa da detriti e nuvole fungine di fuoco e fumo. Le strade di Tokyo, sommerse dall’acqua, testimoniano l’apocalisse, con auto e rifiuti abbandonati nelle strade deserte, conferendo un tocco inquietante alle immagini della fine del mondo.

Questi scenari si rivelano particolarmente preoccupanti alla luce delle ultime valutazioni dell’Orologio dell’Apocalisse, e sottolineano ancora una volta l’importanza di affrontare le sfide globali per evitare un futuro oscuro e privo di vita come quello immaginato dall’intelligenza artificiale.

Incubo della Terza Guerra Mondiale

Il mondo sta barcollando ed in molti temono che si possa avvicinare il terzo conflitto mondiale, considerata la tensione a livello internazionale per le due guerre in corso: quella in Ucraina voluta dal presidente russo Vladimir Putin ed il conflitto Israelo-Palestinese.

Sul web, in tanti chiedono quali sarebbero gli elementi essenziali per la sopravvivenza. Tre elementi in classifica sono sopra ogni altra cosa, ed oltre ad essere indispensabili alla vita, sono anche economici: prima cosa nella lista è l’acqua almeno tre litri per persona al giorno, un kit di pronto soccorso ed un dispositivo per comunicare.

Ma questo è solo un punto di partenza. Infatti, è fondamentale personalizzare lo zaino in base ad esigenze specifiche, al contesto locale e alle minacce potenziali. Ecco una lista divisa in cinque categorie:

Cibo: Opzioni non deperibili ad alto contenuto calorico come barrette proteiche, barrette di cereali e generi alimentari in scatola con lunga durata di conservazione.

Rifugio: Coperta d’emergenza o piccola tenda per protezione temporanea.

Kit di pronto soccorso: Forniture di base per il trattamento di ferite e lesioni.

Radio a batteria: Rimanere informati su aggiornamenti ufficiali e avvertimenti.

Power bank: Ricaricare il telefono e altri dispositivi essenziali.

Torcia o lampada frontale: Essenziale per navigare in condizioni di scarsa illuminazione.

Mappe e bussola: Navigare anche senza accesso GPS o internet.

Igiene personale: Carta igienica, disinfettante per le mani, salviette e prodotti igienici femminili (se applicabile).

Purificazione dell’acqua: Compresse di purificazione, filtri o attrezzature per bollire per garantire acqua potabile sicura.

Identificazione: Fotocopie di documenti d’identità, passaporti e altri documenti essenziali.

Contanti: Avere un po’ di contanti per emergenze in cui le transazioni elettroniche potrebbero non funzionare.

Prescrizioni personali: Assicurati di avere una scorta di eventuali farmaci essenziali.

Fiammiferi o accendino sono davvero una necessità.

Tutti cercano un bunker sotterraneo

Con l’incubo di una possibile guerra, e ancor più terribilmente, del pericolo di una guerra atomica, l’opinione pubblica inizia a fantasticare su possibili soluzioni per sfuggire a un’apocalisse imminente. Tra le opzioni che vengono considerate, spicca quella dei bunker, con alcune persone che contemplano addirittura la costruzione di uno rifugio in casa propria, mentre altre immaginano dove potrebbero scappare in caso di conflitto. E quando si parla di bunker a Roma e dintorni, non si può fare a meno di pensare al bunker di Monte Soratte a Sant’Oreste.

Il bunker a Soratte è solo un museo

Costruito nel 1937 per ordine di Benito Mussolini, il bunker avrebbe dovuto servire come rifugio antiaereo per le alte cariche dell’Esercito italiano in caso di attacco alla vicina Roma. Con un dedalo di gallerie lungo 4 chilometri, il bunker rappresenta ancora oggi una delle più grandi e imponenti opere di ingegneria militare in Europa. Durante la seconda guerra mondiale, furono i tedeschi ad utilizzarlo come rifugio dai bombardamenti Alleati per ben 10 mesi. Dopo la ritirata verso nord, il bunker fu abbandonato fino al 1967, quando durante gli anni della guerra fredda, tornò a essere un rifugio, questa volta anche contro il pericolo atomico. Questo complesso fortificato, scavato nelle viscere del monte, conta gallerie che si estendono per circa 4 chilometri e mezzo, di cui attualmente solo un chilometro e mezzo è visitabile. Questo tratto visitabile è stato trasformato in un museo grazie all’impegno dei volontari dell’associazione culturale “Bunker Soratte”. “Durante le visite guidate, molti ci chiedono scherzosamente, o forse seriamente, se potrebbero essere ospitati in caso di guerra”, dichiara Riccardo Cecchini, presidente dell’associazione culturale Bunker Soratte.

Sarebbe dovuto servire per ospitare il governo italiano e il presidente della repubblica in caso di attacco atomico su Roma. I lavori, purtroppo, furono interrotti nel 1972 per ragioni ancora poco chiare. Dal 2010, i volontari dell’associazione lo hanno reso visitabile trasformandolo in un museo che narra la storia della guerra. “Facciamo questo racconto soprattutto ai giovani attraverso visite scolastiche, per dare testimonianza di un periodo storico che non dev’essere dimenticato”, aggiunge Cecchini.

Tra i bunker più famosi a Roma ci sono sicuramente quello di Villa Torlonia e quello a Villa Ada. Il primo fu richiesto da Mussolini, sotto la sua residenza all’interno del parco storico sulla via Nomentana, mentre il secondo fu voluto dal re Vittorio Emanuele II, a circa 350 metri dalla residenza di Villa Savoia. Tuttavia, ci sono almeno altri tre bunker a Roma: all’EUR, a piazza Venezia e sotto il Palazzo Valentini.

 

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