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Questa città italiana è la Capitale del Mare 2026 (ma non è quella che ti aspetti)

La Capitale italiana del Mare per il 2026 è stata annunciata ufficialmente. Ma la città scelta potrebbe sorprenderti non poco.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Quando pensiamo alle città di mare italiane, ci vengono in mente tanti scenari ma difficilmente la prima che capita fuori è Ravenna. Che invece sarà Capitale del Mare italiana 2026. La città romagnola ha conquistato questo titolo nazionale dopo una selezione che ha coinvolto decine di candidati lungo tutta la penisola, portando sotto i riflettori un territorio che negli ultimi anni ha rafforzato il proprio legame con il mare e con le attività economiche, culturali e ambientali ad esso connesse.

Ravenna si aggiudica il titolo di Capitale del Mare 2026

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. La proclamazione è avvenuta a Roma nella sala monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha annunciato ufficialmente la vittoria della città romagnola. Ravenna è dunque ufficialmente la Capitale del Mare 2026.

Ravenna è stata scelta tra 54 candidature provenienti da tutta Italia, distinguendosi per il progetto presentato e per la visione legata allo sviluppo della cultura marittima.

Tra le città che avevano presentato la propria candidatura figuravano anche altre località di mare, come Ancona, Gaeta, Riccione, Brindisi, Taranto, Santa Cesarea Terme e Policoro. A leggere l’elenco possiamo capire di come si tratti di tante realtà molto diverse tra loro ma tutte accomunate da un forte rapporto sociale e culturale con il mare.

Cosa significa essere Capitale italiana del Mare

Il titolo di Capitale italiana del Mare è stato istituito al fine di valorizzare il rapporto tra le comunità costiere e l’ambiente marino, promuovendo progetti dedicati alla tutela della biodiversità, alla diffusione della cultura del mare e allo sviluppo sostenibile delle attività legate alla cosiddetta blue economy.

Nel caso di Ravenna, la scelta della giuria è stata influenzata anche dal ruolo strategico che la città ricopre nel sistema marittimo italiano. Non sarà forse una delle spiagge prese d’assalto dai turisti, ma il suo porto è uno dei principali dell’Adriatico. E attorno ad esso si è sviluppato negli anni un complesso sistema economico fatto di imprese, logistica, turismo ed energia. Un’importanza che forse colpisce meno l’immaginario popolare ma che è di vitale importanza per il nostro Paese.

Un elemento che ha giocato a favore di Ravenna è anche la sua storia millenaria legata al mare. Già in epoca romana la città era tra quelli di riferimento nell’Adriatico, nonché sede della potente flotta imperiale di Classe. Nei secoli questo rapporto non si è mai interrotto. E proprio questa continuità tra passato e presente ha contribuito a rafforzare la candidatura ravennate.

Ad ogni modo, il progetto presentato dalla città ravennate punta inoltre a rafforzare la cosiddetta “cittadinanza blu”, cioè la consapevolezza del valore del mare come risorsa ambientale, culturale ed economica. Nel corso di tutto il 2026, dunque, Ravenna ospiterà una lunga serie di eventi, iniziative e attività pensate per coinvolgere cittadini, istituzioni e imprese, trasformando questo riconoscimento in un’occasione di crescita per tutto il territorio.

Anche perché, essendosi aggiudicata il ruolo di città vincitrice le sarà assegnato anche un finanziamento di un milione di euro, destinato appunto a sostenere iniziative, eventi e progetti collegati al titolo durante l’intero anno.

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