Addio Millennial ora ci sono gli iGen

Dopo i Millennial e gli Xennial arrivano gli iGen, la nuova generazione di ragazzi iper-connessi

Addio Millennial ora ci sono gli iGen. La nuova generazione è formata, secondo gli studiosi, da ragazzi molto più connessi, ma anche meno maturi. A coniare il termine la professoressa Jean Twenge, che lavora presso la San Diego State University. iGen è il nome che indica i nuovi adolescenti con un’età fra i 13 e i 19 anni che vanno a sostituire i Millennial.

Non bevono molti alcolici, non guidano, non sognano di prendere la patente e al pub preferiscono i videogiochi. Rimandano ogni cosa, persino i primi amori, che arrivano molto più tardi. In sostanza le nuove generazioni non hanno la voglia di crescere e di cambiare che avevano i ragazzi negli anni Novanta. Il profilo degli iGen è stato creato dalla dottoressa Twenge analizzando le abitudini di 8,4 milioni di giovani americani dal 1976 al 2016. I risultati della ricerca sono stati illustrati in un articolo intitolato: “iGen: perché i ragazzi super-connessi di oggi stanno crescendo meno ribelli, più tolleranti, meno felici e completamente impreparati per l’età adulta”.

“I 18enni di oggi – ha svelato la psicologa – hanno comportamenti simili a quelli dei 15enni degli anni Settanta. A partire dal 2000 si assiste a un crollo continuo nel numero di adolescenti che fanno cose considerate delle pietre miliari per entrare nella vita adulta. Intorno al 2010 i 17-18enni uscivano per appuntamenti d’amore meno di quanto facessero i 15-16enni negli anni Novanta. Inoltre, se nel 1991 il 54% dei 17enni aveva avuto precedenti esperienze sessuali, nel 2015 la percentuale è scesa fino al 41%”.

Per l’esperta gli iGen seguirebbero una teoria evolutiva denominata Teoria della storia della vita. “La teoria della storia della vita – ha spiegato- fa affermare che una strategia di vita lenta sarà più probabile in un ambiente sicuro, dove le persone hanno meno figli e persone che vivono più a lungo. Queste si aspettano che i loro figli mettano su famiglia più tardi e che la loro formazione duri più a lungo. E questa è una bella descrizione dell’ambiente odierno”.

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