‘Airport Security' arriva all’aeroporto romano Leonardo da Vinci

Sbarca all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma l’edizione europea di ‘Airport Security’, il programma su DMAX che fa scoprire i controlli negli scali.

1 Giugno 2020
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È in onda su DMAX (canale 52) in prima serata, oltre che disponibile in streaming su DPLAY, Airport Security: Europa, i nuovi episodi del programma che fa scoprire i controlli a cui ogni giorno sono sottoposti persone e merci negli scali aeroportuali. In questa edizione – dopo Spagna, Australia e Stati Uniti – la serie tocca anche il nostro Paese.

È, infatti, l’aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci a Roma tra gli hub scelti per raccontare le operazioni di sicurezza per scovare diversi tipi di reato. Lo scalo capitolino è affiancato dagli aeroscali di Barcellona, Bruxelles, Cadice e Francoforte dove le forze dell’ordine danno prova del loro impegno quotidiano per la sicurezza dei cittadini.

Già nella prima puntata, il pubblico ha potuto vedere come operano le squadre della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ai controlli di frontiera presso Fiumicino, hub da oltre 40 milioni di passeggeri all’anno. Solo nel corso del 2019 nell’aeroporto italiano sono state bloccate ottanta persone per reati legati al traffico di stupefacenti, con oltre 140 Kg di cocaina sequestrati.

A questi si sommano eroina (50 Kg) e le altre droghe (per un totale di 170 Kg) oltre a sigarette e prodotti da fumo di contrabbando (più di 4 tonnellate). Il primo episodio ha visto bloccare una donna dal Sud America a cui gli agenti hanno rivolto tutte le domande di rito. All’apertura del bagaglio, poi, la Guardia di Finanza decide di approfondire il contenuto di quelle che sembrano semplici “salse”.

“L’apertura della busta ci ha permesso di sentire attraverso l’odore forte e acre quello che era il reale contenuto. – ha dichiarato il Maresciallo – Ci siamo accorti in pochissimi istanti che qualcosa non andava”. La verità emerge, quindi, dalle analisi istantanee che in pochi secondi permettono a finanzieri e funzionari doganali di sapere se si tratta di stupefacenti.

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