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Prima di accendere il condizionatore, attenzione ai filtri: l'errore che può avere conseguenze sulla salute

Prima di accendere il condizionatore conviene controllare i filtri: se sono sporchi, aria e consumi possono peggiorare.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Prima di accendere il condizionatore dopo mesi di inutilizzo, c’è un controllo che molti rimandano: la pulizia dei filtri. I filtri servono a trattenere polvere, pollini, particelle e impurità presenti nell’aria. Se sono sporchi, l’apparecchio può funzionare peggio e rimettere in circolo ciò che si è accumulato nel tempo.

Perché i filtri sono importanti

Il condizionatore non si limita a produrre aria fresca: muove letteralmente grandi quantità d’aria all’interno di una stanza e, proprio per questo, la qualità dei filtri incide anche sulla qualità dell’ambiente domestico. Quando sono puliti, aiutano a ridurre polvere e particelle. Quando sono intasati, invece, ostacolano il flusso d’aria e possono peggiorare il comfort.

Il Dipartimento dell’Energia statunitense, ad esempio, ricorda spesso che la manutenzione regolare dei filtri è essenziale per far lavorare bene il condizionatore. Un filtro sporco riduce l’efficienza, aumenta lo sforzo dell’impianto e può contribuire a guasti o consumi più alti.

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Cosa può succedere se non li pulisci

Il primo effetto è puramente pratico: l’aria esce con meno forza e l’ambiente si raffredda più lentamente. Questo porta spesso ad abbassare troppo la temperatura, aumentando consumi e sbalzi termici.

Il secondo effetto riguarda la salute: polvere, pollini e residui possono favorire fastidi respiratori, soprattutto in chi soffre di allergie, asma o irritazioni ricorrenti. In presenza di umidità, sporco e cattiva manutenzione, inoltre, possono persino formarsi anche muffe o odori sgradevoli. Questo non significa che ogni condizionatore sporco provochi malattie, ma sicuramente che un impianto trascurato peggiora la qualità dell’aria interna. Ed è proprio l’effetto contrario che si vuole ottenere.

Quando fare la pulizia

Il momento migliore è prima dell’inizio della stagione calda, quando l’apparecchio torna a funzionare dopo mesi. Per quelli “mobili” (e non gli impianti a parete), se il condizionatore viene usato ogni giorno, la pulizia andrebbe ripetuta durante l’estate seguendo le istruzioni del produttore, che in linea generale consigliano una pulizia veloce ogni 2 settimane.

Per gli split domestici, in linea generale i filtri si rimuovono dallo sportello frontale, si lavano con acqua tiepida e si lasciano asciugare completamente prima di rimontarli. È importante spegnere l’impianto e staccare l’alimentazione prima di intervenire. Se ci sono cattivi odori persistenti, muffa visibile o dubbi tecnici, meglio chiamare un professionista.

E poi un filtro pulito aiuta anche a evitare sprechi. Quando l’aria passa con difficoltà, il condizionatore impiega più tempo a raggiungere la temperatura impostata e lavora sotto sforzo. Questo può tradursi in consumi più alti e in una minore efficacia dell’impianto proprio nei giorni in cui viene usato di più. Per questo la pulizia dei filtri non è solo una questione di igiene ma anche di efficienza.

Gli errori da evitare

Attenzione: non bisogna rimontare i filtri ancora umidi, perché l’umidità può favorire odori e proliferazioni indesiderate. Meglio evitare anche prodotti aggressivi non indicati dal produttore, che potrebbero danneggiare materiali e componenti.

Un altro errore è pulire solo la griglia esterna. La polvere visibile è una parte del problema, ma i filtri sono il punto più importante da controllare. Prima di accendere il condizionatore, quindi, vale la pena dedicare qualche minuto alla manutenzione: può migliorare l’aria, ridurre i consumi e rendere l’impianto più efficace.

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