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Le 5 differenze tra cattolici e ortodossi: quali sono

Cattolici e ortodossi sembrano molto simili ma anche molto diversi: ecco le 5 principali differenze tra loro

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

La storia del cristianesimo è caratterizzata da una serie di scismi e divisioni che hanno portato alla formazione di numerose denominazioni e tradizioni cristiane. Tra le più importanti ci sono quella tra la Chiesa cattolica romana e quella ortodossa. Hanno origini antiche e complesse.

Andiamo a vedere le cinque differenze principali tra cattolici e ortodossi.

La Chiesa cattolica trae le sue origini dalla comunità cristiana di Roma, che si sviluppò intorno al I secolo d.C. Secondo la tradizione cristiana, Pietro, uno dei dodici discepoli di Gesù Cristo, si stabilì a Roma e divenne il primo vescovo della città. Da lì, la sua influenza si estese al punto da diventare una sorta di guida per tutta la cristianità. Nasce in questo modo il potere papale e la sua funzione di guida e autorità della Chiesa.

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Nel 1054 d.C. la Chiesa ortodossa si separò dalla Chiesa cattolica in seguito allo Scisma d’Oriente. Questo avvenne intorno al gruppo di fedeli raggruppatosi a Bisanzio, l’attuale Istanbul. Lo scisma affonda le sue radici nel fatto che, nel corso dei secoli, la Chiesa di Bisanzio aveva sviluppato una teologia e una liturgia proprie, che la differenziavano dalla Chiesa di Roma. Inoltre, i cristiani d’Oriente non riconoscevano l’autorità del vescovo capitolino.

Differenze tra cattolici e ortodossi: il capo della Chiesa

Una delle principali differenze tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa riguarda il ruolo del capo della Chiesa. Nella Chiesa cattolica, il Papa è considerato il successore di San Pietro e il vicario di Cristo sulla terra. In altre parole, è il capo spirituale della comunità cattolica e il suo magistero è ritenuto infallibile in materia di fede e di morale. Un concetto, quello di infallibilità papale, che è stato formalizzato nel 1870 durante il Concilio Vaticano I.

D’altra parte, nella Chiesa ortodossa non esiste un capo universale come il papa. Invece, il potere e l’autorità sono distribuiti tra i patriarchi delle diverse Chiese ortodosse “autocefale”. Questo termine indica che ogni Chiesa, nazionale o facente capo a una città patriarcale, è autonoma. Ogni Chiesa ortodossa è quindi indipendente dalle altre, sebbene tutte condividano una comune fede e liturgia.

La trinità e il peccato originale: cosa cambia per gli ortodossi

Un’altra differenza significativa tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa riguarda l’interpretazione della trinità e del peccato originale.

Nella teologia cattolica, la trinità è vista come una unità sostanziale di tre persone divine: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. E lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio. Il peccato originale, invece, rappresenta la colpa ereditata da Adamo ed Eva dopo aver mangiato il frutto proibito nel Giardino dell’Eden, che ha portato il peccato e la morte.

D’altra parte, anche nella teologia ortodossa la trinità è vista come una comunione di tre persone unite in un’unica sostanza divina. “Uno in essenza e indiviso“. La differenza sta in una frase, ovvero “Lo Spirito Santo procede dal Padre attraverso il Figlio“. Secondo questa affermazione, Dio non è in alcun modo accessibile alla ragione, ma solo al cuore dell’uomo.

Inoltre, l’ortodossia non crede nel concetto di peccato originale come inteso dalla teologia cattolica. La Chiesa ortodossa insegna infatti che il gesto di Adamo ed Eva ha sì portato alla morte e alla corruzione della natura umana, ma non alla colpa ereditaria.

Sacramenti, confessione ed eucarestia: differenze tra cattolici e ortodossi

Un’altra importante differenza tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa riguarda i sacramenti. Tra questi, in particolare, la confessione e l’eucaristia.

Nella Chiesa cattolica, i fedeli sono tenuti a confessarsi regolarmente con un sacerdote. Lo fanno per ricevere il perdono dei peccati e la riconciliazione con Dio. Inoltre, durante la messa, il pane e il vino sono consacrati e diventano il Corpo e il Sangue di Cristo attraverso il mistero dell’eucaristia (la “transustanziazione”).

Nella Chiesa ortodossa, invece, la confessione viene fatta con un sacerdote, ma non è obbligatoria come nella Chiesa cattolica. Inoltre, anche l’ortodossia crede nell’eucaristia come un mistero sacro, ma non usa il termine “transustanziazione” bensì quello di “trasmutazione“. Esso non indica la consacrazione di pane e vino ma l’invocazione allo Spirito Santo alla fine del canone eucaristico. Poi, secondo la concezione ortodossa la confessione viene rivolta direttamente a Cristo e il prete è presente soltanto in qualità di testimone

Inoltre, mentre la Chiesa cattolica amministra i sacramenti ai fedeli individualmente, nella Chiesa ortodossa i sacramenti sono amministrati alla comunità come un tutto, con l’eccezione della confessione. Essi, inoltre, non sono sette come quelli cattolici e non sono mai stati definiti numericamente.

Poi, nella Chiesa cattolica romana, la prima Comunione di un bambino avviene solitamente a 8-9 anni. In quella ortodossa l’età è anticipata, in nome di una frase di Gesù: “Lasciate che i bambini vengano a me, perché di essi è il regno dei cieli“.

Sacerdoti cattolici e sacerdoti ortodossi

In entrambe le Chiese, i sacerdoti sono considerati ministri ordinati che servono la comunità e conducono i sacramenti. Tuttavia, ci sono alcune differenze tra le due denominazioni riguardo al loro aspetto fisico e alla loro vita personale.

Nella Chiesa ortodossa, i sacerdoti sono spesso riconoscibili dalla loro barba lunga e curata, che simboleggia la loro devozione alla fede. Inoltre, i sacerdoti ortodossi possono sposarsi, ma devono averlo fatto prima dell’ordinazione. Allo stesso tempo, qualora un sacerdote ortodosso dovesse rimanere vedovo, non ha la possibilità di risposarsi. I vescovi, invece, sono tenuti al celibato.

Invece, com’è noto, i sacerdoti cattolici sono tenuti al celibato e non possono sposarsi. Questa regola è stata istituita nel corso del tempo per preservare la purezza dei sacerdoti e la loro dedizione al servizio religioso. Inoltre l’idea si rifà all’idea che Gesù non fosse sposato per dedicarsi pienamente alla comunità e non ad una singola famiglia.

Ma qual è il motivo per il quale i sacerdoti ortodossi hanno spesso una lunga barba? Si tratta di un retaggio dovuto a un passo del Levitico, che recita: “I sacerdoti non si faranno tonsure sul capo, né si raderanno ai lati la barba né si faranno incisioni nella carne”. La Chiesa Cattolica, invece, ha ereditato la tradizione romana e la cultura della rasatura. Per questo motivo, lascia ai suoi sacerdoti la possibilità di rasarsi.

Il pane eucaristico: il significato nell’ortodossia

I cattolici, durante l’eucaristia, utilizzano pane non lievitato, in riferimento all’azimo citato nell’Esodo durante il viaggio degli ebrei verso la Terra Promessa.

Gli ortodossi, invece, nell’eucaristia usano pane lievitato. La ragione sta in un passo del Levitico che recita “Presenterà anche, come offerta, oltre le dette focacce, focacce di pan lievitato, insieme con il sacrificio di ringraziamento”. Il termine greco “prosphoron“, che indica questo particolare tipo di pane chiamato “Prosfora” in italiano, ha il significato di “offerta”.

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