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Codici segreti nella tessera sanitaria: cosa c'è di vero?

I codici segreti delle tessere sanitarie sono tra i temi più amati per lo spam complottista. Un nuovo video parla di verità fasulle

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I codici segreti della tessera sanitaria sono alla portata di tutti. Un video sembra confermare tale teoria, scatenando il panico sul web. Con la nascita del web negli anni novanta, hanno fatto la loro prima comparsa anche le bufale digitali.

L’uso dei social network e la frenetica ossessione per i click ne hanno incrementato la diffusione, finendo per coinvolgere anche le migliori testate giornalistiche. Navigare in internet dunque richiede una certa prudenza e consapevolezza dei rischi connessi all’estrema democraticità del mezzo. Tutti possono pubblicare contenuti e divulgare notizie, vere o false che siano. Risale a tempo fa, la pubblicazione di un video, accompagnato dal commento “sono senza parole”, il cui contenuto è una bufala. La clip, nonostante sia già stata smascherata dal sito L’Ibernazione, conta centinaia di migliaia visualizzazioni.

La bufala dei codici a barre

Risulta infatti decisamente facile, soprattutto a contatto con le vecchie generazioni, creare il panico tra i naviganti. Dalle medicina alla politica, passando per la cronaca. Ogni notizia è manipolabile a proprio piacimento, che si parta da un fatto reale o si sfrutti la fantasia più sfrenata. C’è però chi è rimasto ancorato alla convinzione che qualsiasi articolo dica necessariamente il vero, non concependo le regole dello spam social fino in fondo.

Cliccando play, una voce suggerisce di ruotare la tessera sanitaria e di osservarne il retro. Fingendo stupore, rivela l’esistenza di una banda magnetica e di un codice a barre che sembrerebbero contenere informazioni “apparentemente non accessibili”. In realtà basta recarsi in tabaccheria per ricaricare la propria carta PostePay e scoprire che non si tratta di codici segreti, ma banalmente di un duplicato dei dati trascritti sul davanti: codice fiscale e tutte le informazioni deducibili (nome, cognome, ecc.). Ciò si può verificare anche stando comodamente a casa, tramite una precisa procedura, perché i sistemi di codifica non sono nascosti.

Nel video, il sedicente esperto sottolineava come lo stesso tipo di codice a barre sia utilizzato anche dall’esercito statunitense, dall’Associazione Internazionale dei Trasporti Aerei e da vari istituti bancari. La notizia non deve provocare meraviglia o scalpore, perché la tipologia di codice in esame non è altro che una particolare tecnologia adottata come standard in tutto il mondo. Analogo discorso vale per i codici IATA, ideati in origine per codificare le leggi della navigazione e successivamente impiegati anche in ambito civile. Diffusi in tutti i paesi, consentono di facilitare il passaggio continuo di informazioni. Infatti l’adozione di una codifica diversa per ogni nazione renderebbe letteralmente impossibile lo scambio di dati.

Codici a barre e QR

Per comprendere il funzionamento dei sistemi di codifica è necessario fare delle precisazioni. Fondamentale è l’equilibro tra i requisiti di ridondanza e capienza, cioè tra la salvaguardia e la quantità dei dati. In dettaglio la ridondanza permette di tutelare le informazioni, che essendo ripetute più volte, in caso di alterazione o danneggiamento del supporto, possono essere sempre recuperate.

La leggibilità del codice a barre infatti è garantita anche in condizioni di usura avanzata, salvo totale distruzione o rovina. Al contrario invece il QR Code, naturale evoluzione del codice a barre, in grado di assicurare una maggiore capacità, è nettamente più vulnerabile.

Questo dunque va a spiegare perché sia presente un codice a barre sulla nostra tessera sanitaria, con la scelta del sistema “MIL-STD-1189B“, ovvero un nome da protocollo che sta per Codice 39, nato in ambito militare e in seguito diffusosi all’esterno. Questo Codice si presta a ogni sistema di lettura per codici a barre, per la codificazione. Inoltre propone un gran vantaggio, ovvero il fatto che non sia necessario generare un controllo delle cifre. Proprio per questo risulta facile integrarlo in ogni sistema di stampa. Ciò che basta fare è aggiungere un font particolare per codici, stampando con questa forma i vari dati.

Un codice a barre per tutti

Si è andati creando dunque un sistema in grado d’essere letto da ogni lettore di codice a barre oggi esistente, sia quelli reperibili in commercio che quelli di proprietà della Pubblica Amministrazione e di ogni altro ente ne sia in grado, come ad esempio Lottomatica, tanto per fare un esempio vicino alla nostra quotidianità.

Seguendo le giuste istruzioni, anche un normale utente potrebbe decodificare il codice riportato sulle tessere. Concludendo, nel video in questione, che ha ormai fatto il giro del web, veniva sottolineato come i codici segreti della tessera sanitaria celino dei bond, leggibili attraverso dei determinati portali, in grado di scandagliare e identificare dei titoli azionari.

Un vero e proprio dramma, fosse tutto vero ma, stando ai fatti, tutto ciò che sembrava risultare dal filmato non è altro che un messaggio di errore, con l’aggiunta di un titolo azionario, facile da ricercare sul web, in qualità d’esempio, per poi operare un rudimentale montaggio. Non c’è possibilità dunque, su queste fragilissime basi, per muovere un’accusa di qualsiasi sorta.

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