Fonte: ANSA

Crescono i timori di una guerra nucleare a causa di qualcosa di molto strano che sta accadendo nella fabbrica di missili nucleari della Corea del Nord

Corea del Nord, nuovi indizi di un rafforzamento dell'arsenale atomico. A preoccupare tutti sono soprattutto gli strani segnali da Yongbyon.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

La Corea del Nord torna a far tremare gli equilibri internazionali. Questa volta, ad alimentare i timori di una possibile guerra nucleare, è qualcosa di insolito che starebbe accadendo all’interno di uno dei suoi impianti sorvegliati. Un’anomalia che ha attirato l’attenzione degli osservatori internazionali e riacceso gli interrogativi sulle reali intenzioni di Pyongyang. Che cosa sta succedendo e perché il mondo guarda con apprensione al regime di Kim Jong-un?

Il mistero di Yongbyon: un reattore che sembra nascondere il proprio calore

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il luogo al centro dei sospetti è Yongbyon, il principale complesso nucleare nordcoreano, situato circa cento chilometri a nord della capitale Pyongyang. Non si tratta propriamente di una fabbrica di missili, ma di un sito centrale per produrre materiali utilizzabili nelle testate atomiche.

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Secondo un’analisi pubblicata il 12 ottobre da Daily NK, le immagini satellitari mostrano un fenomeno sorprendente: il reattore da 5 megawatt elettrici appare relativamente freddo agli strumenti a infrarossi, benché diversi indizi ne suggeriscano il funzionamento.

Il possibile motivo? Le riparazioni effettuate sul tetto e sulle pareti esterne durante il 2025 potrebbero aver introdotto materiali isolanti capaci di trattenere il calore e rendere più difficile individuare l’attività dell’impianto dallo spazio. È un’ipotesi, non una prova delle intenzioni del regime: gli interventi potrebbero anche servire a migliorare l’efficienza energetica.

Acqua calda nel fiume e nuovi edifici: gli indizi dell’espansione nucleare

Se il reattore sembra voler sfuggire agli occhi dei satelliti, il vicino fiume Kuryong racconta un’altra storia. Le immagini mostrano scarichi d’acqua utilizzata per il raffreddamento: segnali compatibili con l’attività sia del vecchio reattore da 5 MWe sia di un impianto sperimentale ad acqua leggera da 25 MWe.

Non è tutto. Nel complesso è comparso un nuovo edificio destinato, secondo le valutazioni internazionali, all’arricchimento dell’uranio, mentre prosegue lo smantellamento di un reattore da 50 MWe mai completato. Anche il laboratorio radiochimico mostra anomalie termiche che gli analisti collegano a possibili operazioni di riprocessamento del combustibile, dalle quali si può ricavare plutonio.

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha segnalato l’ampliamento delle infrastrutture nucleari nordcoreane. La combinazione di uranio arricchito e plutonio permetterebbe a Pyongyang di incrementare la disponibilità di materiale per nuove armi.

Perché la scoperta preoccupa e cosa sappiamo davvero

Il quadro si inserisce nella strategia annunciata da Kim Jong-un: rafforzare drasticamente l’arsenale nucleare nazionale. La prospettiva inquieta soprattutto Corea del Sud e alleati, perché una maggiore capacità produttiva può aumentare il peso militare e negoziale di Pyongyang.

A fare la differenza, sul piano geopolitico, non è soltanto il numero degli ordigni: conta anche la possibilità che un arsenale più ampio venga utilizzato come strumento di pressione nelle crisi regionali e nei negoziati internazionali.

Il principale ostacolo è la mancanza di verifiche dirette. Gli ispettori internazionali non accedono agli impianti nordcoreani dal 2009. Per questo Seul sta sviluppando anche una ricostruzione virtuale tridimensionale del complesso, destinata alla formazione dei ricercatori e basata su fotografie e informazioni pubblicamente disponibili.

Le osservazioni satellitari documentano attività e ampliamenti, ma non dimostrano che una guerra nucleare sia imminente né consentono di stabilire quante testate vengano prodotte. È proprio questa combinazione di progressi visibili e segretezza persistente a rendere Yongbyon uno dei luoghi più osservati della geopolitica mondiale.

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