In Giappone esiste un dessert tradizionale amato da generazioni che porta con sé un rischio serio e documentato: il mochi. Questo particolare dolce di riso glutinoso, tipico soprattutto nel periodo di Capodanno, è diventato noto non solo per la sua consistenza unica – soffice, elastica e appiccicosa – ma anche perché provoca ogni anno numerosi casi di soffocamento, talvolta fatali, soprattutto tra anziani e bambini.
Che cos’è il mochi
Il mochi è un dolce giapponese ricavato da un tipo di riso molto particolare, il mochigome, una varietà di riso glutinoso dal basso contenuto di amilosio e ricco di amilopectina. Questa sua composizione chimica conferisce al prodotto una struttura elastica e vischiosa, che non si trova negli altri tipi di riso. Il processo tradizionale di preparazione prevede l’ammollo del riso, la sua cottura e poi un’intensa fase di pestatura finché il chicco non si trasforma in un impasto omogeneo e colloso.
Esistono molte varianti di mochi. Una delle più popolari è il daifuku, una pallina di mochi ripiena di anko, una pasta dolce ricavata dai fagioli rossi azuki. In altre versioni, il mochi può essere servito semplice, con farciture diverse o come ingrediente in zuppe e dessert stagionali.
Perché il mochi è così pericoloso
In Giappone esistono dati ufficiali che evidenziano un fenomeno reale e persistente. Tra il 1° e il 3 gennaio 2026, per esempio, nel solo Tokyo una donna anziana è morta soffocata mentre mangiava daifuku, e altre sei persone sono state ricoverate per lo stesso motivo. Gli episodi hanno coinvolto persone tra gli 80 e i 96 anni, a conferma che i rischi aumentano con l’età.
Secondo i dati pubblicati dalle autorità locali, tra il 2020 e il 2024 quasi 340 persone sono finite in ospedale dopo aver ingerito mochi o cibi simili, e almeno 33 di queste situazioni sono sfociate in decessi. La grande maggioranza delle vittime aveva più di 65 anni, un fatto che gli esperti attribuiscono alla naturale riduzione della forza di masticazione e alla difficoltà di deglutire con l’età.
Il mochi è estremamente appiccicoso e gommoso; quando un pezzo troppo grande viene inghiottito senza essere adeguatamente masticato, può aderire alla mucosa della gola e bloccare le vie respiratorie. Questa caratteristica lo rende rischioso: chi si trova in difficoltà può perdere conoscenza o addirittura la vita in pochi minuti.
A differenza di altri alimenti che si possono frammentare facilmente durante la masticazione, il mochi resta compatto. Per questo, i sanitari giapponesi insistono molto sulle regole di sicurezza: tagliare il mochi in piccoli pezzi, masticare lentamente e accompagnare il consumo con liquidi come tè o zuppa, che aiutano a lubrificare il passaggio verso lo stomaco.
Come evitare i rischi
Il paradosso del mochi è che, pur essendo riconosciuto come potenzialmente letale, resta uno dei simboli più radicati delle festività giapponesi. È consumato con grande entusiasmo, soprattutto all’inizio dell’anno nuovo, quando le famiglie si riuniscono e condividono piatti tradizionali. In molte case il mochi è considerato un portafortuna, simbolo di prosperità e buona salute per l’anno che inizia.
In risposta ai rischi, le istituzioni pubbliche giapponesi rilasciano ogni anno avvisi e consigli, soprattutto rivolti a chi è più vulnerabile. Nonostante ciò, gli incidenti continuano a verificarsi con una certa regolarità, spesso perché la familiarità col dolce induce le persone a sottovalutarne il pericolo.
Le autorità giapponesi e gli esperti di salute pubblica suggeriscono misure preventive molto chiare: tagliare il dolce in pezzi molto piccoli, masticare con molta attenzione e non consumarlo da soli, soprattutto se si è anziani o se si ha difficoltà di deglutizione. È utile, in questi casi, avere qualcuno accanto preparato a intervenire con manovre di primo soccorso.