Dormi poco? Ecco gli effetti negativi sul cervello

Di insonnia soffre oltre il 30% della popolazione mondiale: i rischi di una carenza cronica di sonno sono molteplici, cosa succede al nostro cervello

Il 15 marzo è la giornata mondiale dedicata al sonno e il tema di questa edizione è “Dormire bene per invecchiare bene”: una condizione che solo tre italiani su dieci hanno la fortuna di sperimentare a fronte di ben sette italiani che al contrario riscontrano difficoltà nel riposare serenamente ogni notte almeno otto ore.

I danni che comporta la carenza di sonno sono molteplici, appurati e piuttosto seri tanto da compromettere in modo anche massiccio la normale attività cerebrale dell’uomo, lo svolgere di azioni quotidiane come guidare o concentrarsi sul lavoro e ancora il benessere fisico del nostro organismo: è oramai assodato che dormire poco o male ha delle ripercussioni sulla nostra linea (tendiamo ad assumere una quantità maggiore di cibo rispetto al normale, con una predilezione per i piatti più calorici), si è più esposti al rischio diabete e l’attività cardio-vascolare ne risente.

Michele Bellesi della University of Bristol e Chiara Cirelli della University of Wisconsin-Madison hanno condotto uno studio sulle conseguenze della mancanza cronica di sonno sui topi e sono giunti alla conclusione che almeno nei roditori bastano cinque giorni svegli per lasciare segni nel cervello a carico delle fibre nervose: in particolare su un gruppo di topi a cui è stato impedito di dormire per quattro giorni e mezzo è stato individuato un assottigliamento della mielina, la guaina protettiva che ha il compito di isolare i nervi.

La conseguenza principale della riduzione della mielina può determinare una diminuzione “della velocità di propagazione degli impulsi nervosi. Per questo, le cellule potrebbero iniziare a comunicare le une con le altre in modo scarsamente efficiente” ha spiegato l’esperto sulle pagine di New Scientist.

Inoltre è stato notato che dormire poco induce le cellule gliali a “mangiucchiare parti delle nostre sinapsi, probabilmente a scopo protettivo”. Insomma, dormire è un bisogno primario tanto quanto mangiare o respirare: allo scopo di recuperare un po’ di sonno, esistono metodi per addormentarsi letteralmente in due minuti, oppure ci si può concedere un bel piatto di pasta a cena per rilassarci (ecco perché fa bene) o combattere i disturbi del sonno con alcune bevande naturali.

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