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È questo il segreto per vivere una vita lunga e sana? L'ingrediente chiave consumato nei villaggi giapponesi

Il segreto della longevità? In alcuni villaggi giapponesi potrebbe essere nel piatto

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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C’è un luogo nel mondo dove vivere fino a 90 o 100 anni non è un’eccezione. In alcune comunità rurali del Giappone, soprattutto nell’isola di Okinawa, il numero di centenari è tra i più alti del pianeta. Per anni queste popolazioni hanno mostrato anche tassi relativamente bassi di malattie croniche legate all’età, come problemi cardiovascolari e alcuni tipi di tumore.

Secondo molti ricercatori, una parte importante della risposta sulla longevità in Giappone potrebbe trovarsi nella dieta quotidiana.

Il legame con lo stile di vita

Queste aree sono spesso indicate dagli studiosi come Blue Zones, regioni del mondo in cui le persone tendono a vivere più a lungo della media grazie a uno stile di vita particolare. Oltre al Giappone, esempi simili si trovano anche in Sardegna, in Grecia e in Costa Rica. In questi luoghi la longevità non è solo una questione genetica: alimentazione, attività fisica e relazioni sociali giocano un ruolo decisivo.

Nel caso di Okinawa, l’attenzione degli scienziati si è concentrata su un alimento che per decenni ha rappresentato la base dell’alimentazione locale.

Il ruolo della patata dolce viola

Uno dei simboli della dieta di Okinawa è la patata dolce viola, un tubero che per molti anni ha costituito una parte importante dell’apporto calorico quotidiano degli abitanti. Prima che il riso diventasse dominante, questo alimento era diffuso in quasi ogni pasto.

Oltre a essere facile da coltivare, la patata dolce viola è ricca di fibre e antiossidanti. Il colore intenso deriva dalla presenza di antociani, composti naturali che aiutano a proteggere le cellule dallo stress ossidativo e dai processi infiammatori.

Proprio queste caratteristiche hanno portato alcuni ricercatori a ipotizzare che possano contribuire alla prevenzione di alcune malattie legate all’invecchiamento.

Una dieta prevalentemente vegetale

Ridurre il segreto della longevità a un singolo ingrediente sarebbe però troppo semplice. La dieta tradizionale giapponese di Okinawa è infatti basata soprattutto su alimenti vegetali. Verdure, tuberi, alghe e prodotti derivati dalla soia sono consumati quotidianamente, mentre carne e pesce vengono mangiati in quantità più ridotte rispetto alle abitudini occidentali.

Questo tipo di alimentazione è naturalmente ricco di vitamine, minerali e composti antinfiammatori, elementi che possono contribuire al mantenimento di una buona salute nel lungo periodo.

Il principio dell’hara hachi bu

Un altro elemento interessante riguarda il modo di mangiare. In molte famiglie di Okinawa esiste una regola tramandata da generazioni: smettere di mangiare quando si è sazi all’80%.

Questo principio, chiamato “hara hachi bu”, aiuta a evitare l’eccesso calorico e favorisce un rapporto più equilibrato con il cibo. Mangiare meno, ma meglio, è una delle abitudini che secondo molti esperti contribuisce alla longevità.

Non solo alimentazione: il valore dello stile di vita

La lunga vita degli abitanti di Okinawa non dipende però solo dalla dieta. La quotidianità è caratterizzata da attività fisica moderata ma costante, spesso legata al lavoro nei campi o alla cura del giardino. Anche il forte senso di comunità e l’importanza delle relazioni sociali sembrano avere un impatto significativo sul benessere.

Molti abitanti parlano inoltre di ikigai, un concetto giapponese che indica il motivo per cui ci si alza al mattino, ovvero uno scopo personale che dà significato alla vita.

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