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Ecco le Blue Zones, le 5 aree del pianeta dove non si muore mai

Le Blue Zones sono 5 aree del pianeta molto speciali, in cui tutti (o quasi) sono centenari

Fonte: Twitter

Si chiamano Blue Zones e sono 5 aree del pianeta davvero speciali in cui si può vivere felici, ma soprattutto a lungo. Le Blue Zones vennero istituite 10 anni fa, dopo la pubblicazione di uno studio realizzato da Gianni Pes e Michel Poulain in cui la provincia di Nuoro veniva indicata come l’area con la più alta concentrazione di centenari.

Negli anni alla Sardegna, terra di centenari, sono state aggiunte altre blue zones: la penisola di Nicoya in Costa Rica, l’isola di Ikaria in Grecia, Okinawa in Giappone ed il villaggio di Loma Linda in California del sud. Dopo la scoperta di Gianni Pes e Michel Poulain, che indicarono la provincia di Nuoro come una delle zone con un alto tasso di longevità, il National Geographic e lo studioso Dan Buettner lanciarono un progetto di ricerca con lo scopo di individuare le varie aree della felicità sulla Terra, studiandone le caratteristiche in modo da poterle applicare anche ad altri paesi del mondo.

Tutte le Blue Zones, oltre ad un alta percentuale di felicità, sono accomunate da un’alta presenza di persone che superano i 90 anni d’età e da una bassa incidenza di malattie mortali come il cancro. Queste aree, come ha spiegato l’americano Dan Buettner, possono insegnarci molto, soprattutto se scegliamo di seguire lo stile di vita adottato nelle Blue Zones. In tutte queste zone il benessere infatti è dato da quattro fattori: una forte fede religiosa, una regolare attività fisica, con spostamenti che avvengono principalmente a piedi, una dieta basata su legumi e verdure e una struttura sociale che favorisce rapporti umani intensi e mette al centro la famiglia.

Buettner, partendo da questi punti, ha tentato di esportare lo stile di vita delle Blue Zones nella comunità di Albert Lea, in Minnesota. I risultati sono stati davvero strepitosi: dal 2009 a oggi l’aspettativa di vita dei cittadini è infatti aumentata di tre anni. Segno non solo che il modello delle Blue Zones è esportabile, ma anche che è decisamente vincente.

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