“Esce ma non mi rosica” e altre incredibili hit italianizzate

Nel nostro paese italianizzare le canzoni è diventata un’arte: celebriamo le più belle l’8 di gennaio, il giorno di Ascanio

Oggi è l’8 di gennaio ed è ora di lasciar entrare Ascanio nelle nostre case. Ma ricordiamo anche altre perle italianizzate, oltre al successo del cantautore iraniano Shahram Shabpareh.

Nel 2008 un genio dell’internet ha messo online il video di “Pariya”, canzone pop del cantautore iraniano Shahram Shabpareh, con dei sottotitoli in italiano. La cosa divertente è che molte delle parole del brano somigliano davvero a quelle della nostra lingua, e le frasi che ne escono fuori hanno un nonsense incredibile che ha generato un’ilarità senza precedenti. Avete presente il “annamose a fa du toast” cantato a squarciagola su “Another One Bites the Dust” dei mitici Queen? Ecco, il principio è lo stesso, e “Ehi lascia entrare Ascanio all’otto di gennaio” è diventato uno dei must da ascoltare in questa data. Ma ecco altre hit italianizzate che vale la pena ricordare.

“I love you Enza, yeah, mi lavo e mi sento male”, è una delle hit rifatte sulla canzone di quello che è definito come il “Chuck Nurris indiano”, ossia il cantautore Prabhu Deva. Il nome originale del brano è Kalluri vaanil, ma ormai non lo sa più nessuno. “Do ascolto ai rumeni, che imparo robe di Chopin/Chiama Armando e dì che è mio”, è invece un’altra bomba fatta sempre su un’altra canzone di Shahram Shabpareh che, a quanto pare, si presta particolarmente a questo genere di operazioni. Sarà contento di saperlo.

Andiamo in Corea, dove il k-pop (soprattutto quello femminile) sta spopolando come se non ci fosse un domani. Non sappiamo cosa dicono le 4Minute, ma pare che “mi emoziono col cacio” sia una delle traduzioni più gettonate. E sempre il k-pop ci regala grandi gioie con “Mi è piaciuto… ehy Goku, chi c’è là?” della band sudcoreana SHINee.

Scommettiamo che se queste canzoni vi piacevano, adesso non potrete più ascoltarle nella stessa maniera. Dopotutto dovevamo aspettarci una cosa del genere dato che gli italiani sono maestri nello storpiare i brani stranieri. Ce lo avevano suggerito i Queen, “Anouanouei” di Dawson’s Creek, e tante altre canzoni che abbiamo sempre cantato col cuore in mano, le ugole di Scuttle e la comprensione delle lingue straniere di una mattonella del bagno.

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