Cos'è Baby Shark, la hit per bimbi finita nella Billboard Hot 100

Nata come canzone per bambini, è diventata un vero e proprio tormentone sul web: ma qual è l'origine di "Baby Shark"?

Chi l’ha detto che le canzoni per bambini non possono conquistare anche il mercato musicale? Ne è prova lampante il brano “Baby Shark“, finita addirittura nella Billboard Hot 100.

Baby Shark” è un brano semplice e orecchiabile, caratterizzato da un motivetto che entra immediatamente in testa. E non ne esce più. I versi, neanche a dirlo, sono composti da 2/3 parole che si ripetono in continuazione per tutta la durata della canzone. La sua irresistibile ascesa ha avuto inizio sul web: su Youtube, il video realizzato dai produttori sudcoreani della Pinkfong Kids ha superato i due miliardi di visualizzazioni. Sui social è invece partita una challenge ispirata ai movimenti del balletto, che ha visto mettersi alla prova con la coreografia grandi e piccini. Infine, l’approdo alle hit parade: la scorsa estate “Baby Shark” è entrata nella classifica britannica, e da poco ha debuttato alla 32esima posizione della Billboard Hot 100, la classifica dei brani più venduti negli Stati Uniti.

In verità il brano in questione è diventato popolare nel 2016, ma prima di conoscere il successo in Occidente aveva conquistato l’Est del mondo, soprattutto la Corea del Sud. A riproporlo nel corso degli anni sono stati moltissimi nomi altisonanti del pop coreano, che hanno contribuito ulteriormente alla sua diffusione nel Paese, rendendolo un vero e proprio caso nazionale. Lo scorso Natale è addirittura arrivato un peluche ispirato a “Baby Shark“, con tanto di musichetta incorporata.

Non è la prima volta che un brano pensato per i più piccoli diventa un vero e proprio tormentone, conquistando radio e classifiche musicali. Prima di “Baby Shark” c’era stato  lo strano alieno del video di “Dame tu cosita”. Anche in quel caso era nata una challenge per imitarne lo strano balletto, e sul web ne erano state realizzate moltissime parodie, anche piuttosto famose. In Italia, invece, qualche anno fa impazzava in radio “Il pulcino Pio”, canzone pensata per i giovanissimi ma che aveva inevitabilmente conquistato anche gli adulti, e raggiunto addirittura il primo posto della hit parade italiana. Insomma, ormai, almeno musicalmente, non sembrano esserci più barriere tra grandi e piccini. Ma ci chiediamo se sia un bene o meno.

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