Fabri Fibra: "Voglio dire addio alle canne. Se non fumo non vivo"

Fabri Fibra racconta la sua dipendenza dalla marijuana e svela di voler dire basta alle droghe

“Voglio liberarmi dalle canne, se non fumo non vivo”. A parlare è Fabri Fibra, che ancora una volta ha sorpreso tutti raccontando la sua dipendenza dalla marijuana e la voglia di smettere. Fabri Fibra è senza dubbio uno dei rapper più amati nel nostro Paese, soprattutto per la sua schiettezza e per il modo senza filtri in cui esprime sempre le sue opinioni. Intervistato da Tommaso Paradiso, leader dei Thegiornalisti con cui ha realizzato “Pamplona”, il rapper ha raccontato la sua vita e la sua carriera, svelando anche la sua dipendenza dalla marijuana.

“Di giorno fumo poche canne, la notte un casino, una fumeria – ha raccontato -. Sette. Sette canne a notte. Io per dormire fumo il fumo. Per registrare, per scrivere, fumo erba. Ho un casino, vorrei essere libero adesso. Non ce la faccio più, mi sono rotto i coglioni. E per questo, in realtà, vorrei che si legalizzasse. Però, porca puttana, sono tormentato, sono così un 40enne tormentato. Questa è la mia grossa paura, vivere con questo problema”.

Per Fibra, dopo anni in cui ne ha fatto un uso smodato, dire addio alla cannabis è difficile: “Soffro di insonnia da morire – ha svelato -. Se non fumo non dormo, non mangio, non scrivo, non ascolto musica. Basta”.

“Mi condiziona quella roba – ha raccontato il rapper -. Però è una paura che ho talmente imparato a governare che convivo con questo problema. Quando hai una passione così grossa, un talento da coltivare, ti serve un agente esterno che ti calmi”.

Sempre parlando di droghe, Fibra ha raccontato il suo primo periodo a Milano: “Avevo un successo grossissimo, venivo da una fabbrica, sono arrivato a Milano e in quel momento lì sono arrivate le droghe e non capivo più un cazzo. Ero offuscato, la gente mi vedeva e diceva: questo qua è un cattivo esempio”.

Infine il rapper di “Tranne te” ha confessato di essere stato contattato per prendere parte ad un talent in veste di giudice, ma la sua risposta è stata no. “Me l’hanno chiesto mille volte: mi hanno anche offerto un milione di euro. Io ho detto no, perché, se firmo ‘sto contratto, finisce che te lo devo dare io il milione. Non riuscirei ad arrivare alla fine, alla terza puntata sverrei. Mi prende un attacco di panico, se questi mi urlano, io mi alzo e urlo. Non ce la farei mai”.

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