Al Guggenheim la tazza d'oro di Cattelan: "Si può anche usare"

Il Guggenheim espone l’ultima creazione di Maurizio Cattelan: una tazza d’oro che i visitatori possono usare

Fonte: Instagram

L’ultima provocazione dell’artista Maurizio Cattelan si chiama “America” ed è una tazza d’oro esposta al museo Guggenheim di New York, dove i visitatori possono anche usarla. Il wc è interamente ricoperto d’oro a 18 carati ce può essere sia ammirata, che utilizzata da tutte le persone in visita nel noto museo di New York. Quattro anni dopo l’annuncio del suo ritiro, l’artista 55enne è tornato a scioccare il mondo con un’opera controversa e accattivante.

Presentato ad aprile, il wc d’oro è stato installato al Guggenheim per essere usato come un “normale” gabinetto, solo questo fine settimana. Il water infatti è funzionante ed è andato a sostituire una delle tante tazze in ceramica che si trovano nel bagno del museo di New York, regalando ai visitatori quella che è stata definita “l’opportunità unica e intima di ritrovarsi faccia a faccia con l’arte”. Un’esperienza a costo vero e davvero unica per cui si sono già create file lunghissime. Tutti infatti sono ansiosi di vedere da vicino – e provare – l’opera di Cattelan.

Il wc d’oro “America” è stata ispirata dalla forte disuguaglianza economica in cui viviamo nei nostri tempi. Come ha svelato lo stesso Cattelan, l’opera  chiude il ciclo iniziato nel 1917 dalla “Fontana” dadaista di Marcel Duchamp e proseguito nel 1961 con “Merda d’artista” di Piero Manzoni. “Un lavoro audace e irriverente” ha annunciato il museo Guggenheim, entusiasta all’idea di ospitare l’opera dell’artista milanese.

Fino a quando il wc d’oro resterà nel museo? Secondo quanto riferito ancora per molto, almeno sino a quando un appassionato non deciderà di acquistare l’opera. Nel frattempo una squadra di addetti si occupa di preservarne la bellezza e la brillantezza attraverso pulizie quotidiane. “Stiamo cambiando i prodotti e abbiamo iniziato a usare delle salviette mediche senza alcol, colori o fragranze” ha spiegato Nathan Otterson, che si occupa della conservazione degli oggetti del Guggenheim “Usiamo un pulitore a vapore e tra qualche tempo dovremmo trattare l’opera per farla tornare alla sua brillantezza originale”.

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