"Ha" senza H e xkè: insegnanti bocciati in grammatica

Il concorso indetto in tutta Italia per gli insegnanti è stato un vero disastro e molti candidati sono stati bocciati a causa di errori grammaticali

Non solo gli studenti, anche gli insegnanti nell’ultimo periodo sembrano aver perso di vista la grammatica. A dimostrarlo un concorso in cui quasi tutti i professori sono stati bocciati a causa di errori gravissimi: da “Ha” senza Acca, a perché e che trasformati in xké e ke.

A quanto pare anche gli insegnanti si sono lasciati contagiare dalla moda di modificare le parole e, dimenticata la lingua italiana, incorrono sempre più in errori considerati gravissimi. I commissari d’esame che dovevano valutare alcuni candidati per un posto fisso da professore, si sono trovati davanti delle prove scritte con errori da brividi che farebbero rizzare i capelli ai professionisti dell’Accademia della Crusca (sempre pronta a bacchettare chiunque). È accaduto in tutta Italia, dove in centinaia hanno partecipato ad un concorso nazionale per insegnanti di scuola elementare e dell’infanzia. Fra i candidati 7 su 10 sono stati bocciati in grammatica e ortografia, 8 su 10 solamente nel Lazio, mentre anche in Veneto il risultato dell’esame è stato disastroso per molti.

La cosa più grave è che, per accedere al concorso, i professori dovevano avere l’abilitazione all’insegnamento e dovevano aver svolto diverse ore di lezione. Ciò significa che gli errori di grammatica sono stati fatti da persone che quotidianamente insegnavano l’italiano ai ragazzi. Fra gli errori più comuni anche quelli riguardanti le doppie, la “c” di “acquistare” e gli apostrofi messi male, come ad esempio in “un’evento”.

Alla fine il risultato del concorso nazionale per gli insegnanti è stato davvero drammatico e i commissari del’esame non sono riusciti ad assegnare tutte le cattedre in palio. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione il 71% dei candidati in tutta Italia non ha superato la prova scritta. In 37.838 si sono presentati per contendersi 17.299 posti, ma solo in pochi sono stati giudicati idonei.

Numeri che fanno discutere e che puntano il dito sulla classe dirigente scolastica incapace, secondo molti, di insegnare agli alunni cosa significa scrivere e parlare in italiano. Il dato più sconvolgente comunque sia arriva dal Lazio, dove il 79,3% dei posti non sono stati assegnati e dove si erano presentati ben 6.584 candidati per accedere a 1.378 posti.

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