Il caffè macinato si conserva in frigo?

Per preservarlo al meglio il caffè deve essere protetto, una volta aperta la confezione, da aria, luce e acqua: vediamo come farlo efficacemente

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Ci sono due grandi scuole di pensiero per la conservazione del caffè, che sia in chicchi o macinato: c’è dice che va conservato in frigo e chi lo smentisce con decisione.

Mettere l’ultima parola sulla faccenda non è semplice, perchè ci sono vocei autorevoli in un senso e nell’altro: per capire come comportarci dobbiamo però partire da come il caffè è fatto e da quali sono gli elementi che ne compromettono la conservazione.

Il caffè, in chicchi o macinato, aumenta di volume quando sottoposto a tostatura: diventa poroso e più penetrabile da aria e umidità. Inoltre è ricco di grassi, che sono concentrati in particolare sulla superficie del chicco: i grassi, a contatto con l’aria, irrancidiscono e si ossidano. Il caffè quindi, in qualunque formato, teme aria, acqua e luce.

Il caffè va quindi sempre conservato in un contenitore ermetico ed è inutile seguire (in questo caso) il consiglio della nonna che metteva la buccia della mela o il tappo di sughero nel barattolo per conservare l’aroma: non ha nessun effetto e rischia di compromettere il sapore del chicco o del macinato, che come abbiamo detto è estremamente poroso. Non a caso funziona all’inverso: una tazzina in frigo lo libera dagli odori.

Il frigo, grande dilemma su cui abbiamo aperto questo articolo: il caffè va conservato in un luogo “fresco e asciutto”, al riparo da luce diretta e fonti di calore. Se abbiamo la possibilità di tenerlo in una dispensa fresca, lontana dai fornelli e protetta da altri agenti atmosferici, allora quella è la scelta migliore. Ma se non abbiamo altro posto idoneo per conservare il caffè, allora il frigorifero è migliore rispetto ad un luogo ad esempio permeato dal vapore della cucina o dal sole diretto.

Questo consiglio farà comunque inorridire i puristi del caffè, perchè la preziosa miscela, entrando ed uscendo dal frigorifero, rischia lo shock termico e viene favorita la formazione della condensa, grande nemica del caffè.

Il caffè aperto ha comunque una vita breve e va consumato nel più breve tempo possibile, soprattutto se macinato. Tra gli addetti ai lavori circola la cosiddetta “regola del 2”, che recita: “Il 50% degli aromi del caffè in grani degrada in 2 giorni, il 50% di quello macinato degrada in 2 ore, nell’espresso in tazzina  il 50% degrada in 2 minuti”

In conclusione, il caffè andrebbe acquistato in grani e macinato al bisogno, oppure acquistato in confezioni il più piccole possibili e conservato in contenitore ermetico, in un luogo il più possibile “stabile”, lontano dal caldo eccessivo e da sbalzi di temperatura.

 

 

 

 

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