Il figlio preferito esiste e la scienza spiega chi è

Le preferenze esistono, inutile negarlo: l'importante è neutralizzarne gli effetti. Curiosi di sapere chi è veramente il figlio prediletto?

Fonte: it.123rf.com

Nessun genitore lo ammetterà mai, mentre troverete eserciti di figli maggiori, minori e “di mezzo” pronti a testimoniarlo sotto giuramento: il figlio preferito non è una figura mitologica, esiste ed ora è stato stanato da una ricerca inglese (e i figli unici? Discorso a parte, leggete qui). La ricerca è stata condotta su due forum specializzati in maternità ed ha interessato un campione di 1.000 genitori: forse non ha i crismi per essere considerata una ricerca scientifica a tutti gli effetti, ma di sicuro ha il pregio di aver tirato fuori un argomento di cui non si parla se non rigorosamente protetti dall’anonimato.

La ricerca ha quindi rivelato che per metà delle mamme intervistate, il preferito è il figlio più piccolo, mentre il figlio maggiore è il preferito per un quarto delle intervistate.

Al di là dei dati statistici, la preferenza è umana e non va colpevolizzata: i figli vengono alla luce in momenti diversi della vita e in genere i primi figli risentono dello stress e dell’ansia dei neo-genitori, mentre i secondi vengono allevati con meno paure. L’importante, secondo la psicologa americana Ellen Webber Libby che sull’argomento ha scritto un libro (The favorite child), è prendere atto di eventuali preferenze, per neutralizzare gli effetti negativi che i favoritismi possono scatenare sia nel figlio prediletto che in quello negletto.

Secondo altre ricerche, i figli maggiori sarebbero quelli più legati mentalmente ai genitori, ma i minori lo sarebbero fisicamente: inoltre i più piccoli (in quanto statisticamente “preferiti”) tenderebbero ad avere un comportamento peggiore, certi di farla sempre franca.

Inutile ribadire che ogni famiglia, ogni mamma e ogni papà sono a sé: il pedagogista Alberto Pellai ha affermato, parlando dell’argomento, che l’ideale sarebbe che ogni figlio venisse a lamentarsi di non essere il preferito. Sarebbe la garanzia di star facendo un ottimo lavoro!

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