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Il Sole ha subito "cambiamenti nascosti": gli scienziati temono ora per la tecnologia terrestre

I segnali nascosti sotto la superficie solare catturati attraverso le onde sonore rivelano un bioritmo alterato e tempeste magnetiche più aggressive

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Il Sole non è affatto quella stella immutabile che siamo abituati a vedere nel cielo. Dietro la sua apparente costanza si nasconde un motore dinamico in continua evoluzione che, negli ultimi decenni, ha iniziato a mostrare mutamenti strutturali mai visti prima.

Un team internazionale di ricercatori, guidato dall’Università di Birmingham, ha pubblicato uno studio importante sulla prestigiosa rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. La scoperta è affascinante quanto preoccupante: il bioritmo interno del Sole sta subendo alterazioni sistematiche che potrebbero avere un impatto diretto sulle nostre infrastrutture tecnologiche.

Il “battito cardiaco” della nostra stella

Per comprendere cosa stia accadendo nelle profondità della stella, gli esperti hanno utilizzato l’elioseismologia, una disciplina scientifica che studia le oscillazioni delle onde sonore che si propagano all’interno del Sole. Analizzando i dati raccolti nell’arco di quarant’anni da sei telescopi terrestri della rete BiSON, gli scienziati sono riusciti ad “ascoltare” l’attività solare profonda, scoprendo anomalie che le normali osservazioni della superficie non avevano mai rivelato.

I dati indicano che l’attività magnetica solare si sta concentrando in uno strato sempre più sottile e superficiale, appena al di sotto della fotosfera, la parte visibile del Sole. Secondo il professor Bill Chaplin, autore principale dello studio, questo fenomeno dimostra che la stella si sta riorganizzando dall’interno e potrebbe essere entrata in una fase di comportamento completamente nuova, destinata a svilupparsi nei prossimi decenni.

Che cos’è il Ciclo 25?

Normalmente, il Sole segue un ciclo di attività della durata di circa 11 anni, alternando periodi di quiete a picchi di massima energia. Dal 2008 in poi, la NASA ha confermato un progressivo e costante aumento dell’attività stellare.

L’aspetto più sorprendente emerso dall’analisi delle onde sonore ad alta frequenza riguarda l’attuale transizione, denominata Ciclo 25: la sua energia interna si sta rivelando molto più potente e intensa di quanto le misurazioni tradizionali effettuate sulla superficie avessero stimato fino ad ora. La professoressa Sarbani Basu della Yale University ha spiegato che non si tratta semplicemente di un indebolimento o rafforzamento dei campi magnetici, ma di una vera e propria riorganizzazione strutturale del modo in cui l’energia viene immagazzinata sotto la superficie.

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I rischi per la Terra: black-out e reti in tilt

Per quale motivo questo cambiamento strutturale dovrebbe preoccuparci? La risposta risiede nel concetto di meteorologia spaziale. Quando l’attività magnetica del Sole si fa più intensa e confinata, aumenta la frequenza e la violenza di fenomeni come le tempeste solari, i brillamenti e le espulsioni di massa coronale.

Questi eventi proiettano nello spazio enormi quantità di particelle cariche e radiazioni che, investendo la Terra, possono causare:

Black-out radio e interferenze severe nelle comunicazioni a lungo raggio

Malfunzionamenti e danni permanenti ai satelliti in orbita e ai sistemi di navigazione GPS

Sovraccarichi distruttivi nelle reti elettriche terrestri, con il rischio di interruzioni prolungate dell’energia.

Se da un lato l’aumento dell’attività solare ci regalerà lo spettacolo straordinario delle aurore boreali a latitudini insolite, dall’altro la nostra crescente dipendenza dalla tecnologia digitale ci rende estremamente vulnerabili. Comprendere queste variazioni interne sarà fondamentale, nei prossimi anni, per sviluppare sistemi di previsione meteorologica spaziale capaci di proteggere la Terra prima che sia troppo tardi.

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