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Adam Jendoubi è il nuovo volto di Napoli

Abbiamo intervistato Adam Jendoubi, il ragazzo che "presta" il volto a Liberato, per conoscere meglio i suoi sogni, le sue esperienze e la sua Napoli.

Se c’è una caratteristica che alimenta il mito di Liberato, è quella di non essersi mai mostrato in volto. Nei suoi video appare sempre di spalle, con un bomber nero e un cappuccio a coprire le fattezze. Al suo posto, nelle clip di Francesco Lettieri – diventate super virali – dei brani “Tu T’e Scurdat’ ‘e Me”, “IntoStreet” e “Je Te Voglio Bene Assaje”, un altro ragazzo: si tratta di Adam Jendoubi, un giovanissimo attore che ha esordito proprio assieme al cantante partenopeo.

Adam Jendoubi però, non è semplicemente l’attore protagonista dei video di Liberato. Perché tramite quelle clip, attraverso quelle immagini, ci viene mostrata Napoli nelle sue più controverse sfaccettature, in tutti i suoi “mille colori”, di cui parlava il grande Pino Daniele. Adam è la rappresentazione stessa della Napoli di Liberato, quella fatta da “scugnizzi” – che poi altro non sono se non normalissimi ragazzi – abituati a vivere nei quartieri popolari, nei cortili dei palazzoni e in sella ai motorini. Quei giovanissimi che stanno sempre in giro con gli amici e a un certo punto s’innamorano di una ragazza completamente diversa da loro (proprio come nei migliori film sentimentali) e cominciano a fare i conti con i propri sentimenti, bruscamente.

Ma Adam Jendoubi non rappresenta solo questo. Tramite le sue vicissitudini e i luoghi che attraversa, impariamo a conoscere Napoli. Napoli la mattina, Napoli al tramonto, Napoli la sera. Camminiamo con lui sul lungomare, circondati dalle note di Liberato, ed entriamo nelle sale da pranzo delle famiglie dei rioni. Attraverso il suo volto pulito – ma allo stesso tempo strafottente – si crea un ponte sulla quotidianità vissuta nel capoluogo campano, una finestra sul cortile delle contraddizioni: i suoi amici diventano i nostri, le sue pene d’amore le sentiamo nel profondo. Perché con Adam Jendoubi nei video di Liberato è impossibile non ricordare la nostra prima “cotta”, che però – probabilmente – non ha avuto lo stesso sfondo sul lungomare di Mergellina.

Abbiamo voluto conoscere meglio l’attore che secondo noi sarà il nuovo volto di Napoli: Adam Jendoubi.

Intervista ad Adam Jendoubi

Ti conoscono tutti per i video di Liberato, ma immagino tu abbia in testa anche altri progetti. Cosa stai facendo adesso nella vita, soprattutto quella lavorativa?

A parte i vari shooting per i brand che sto facendo con i fotografi, sto iniziando le riprese di un film, di cui però non posso ancora svelare il nome.

Per quanto riguarda il tuo percorso di studi, invece?

Al momento sono ancora al quinto anno, per cui mi dovrei diplomare l’anno prossimo. Dopodiché vorrei andare a studiare recitazione a Roma, perché lì ci sono le scuole migliori.

Sei nato a Forcella, ma le tue origini – si evince dal cognome – non sono italiane. Raccontami un po’ meglio di te.

Sì, sono nato qui a Napoli nel quartiere di Forcella, ma mio padre è tunisino e mia madre polacca. Si sono incontrati anche loro qui a Napoli, dove anche io ho vissuto tutta la mia vita. Ogni tanto torno nei miei due Paesi d’origine, ma solo in vacanza, per staccare un po’.

Sei sempre stato appassionato di musica elettronica, vero?

Fin da quando avevo 13 anni ascoltavo musica techno, anche se molti mi dicevano che era inascoltabile; non mi è mai importato del loro giudizio, a me piaceva. Anche nei club ho iniziato ad andare da quanto avevo 15 anni, è un passione che mi porto appresso da molto tempo.

A Napoli c’è una scena elettronica interessante?

Sì, a Napoli c’è una scena molto importante per quanto riguarda la musica elettronica: ci sono varie organizzazioni, feste ed eventi.

Quali sono i luoghi di Napoli che frequenti di più?

Frequento soprattutto il centro storico, soprattutto la zona dove abito. Mi piace molto stare in centro anche perché ho tantissimi amici e tante conoscenze, ma adoro andare anche nelle zone alte di Napoli, per esempio a Mergellina o a Posillipo.

 Se ti chiedo il luogo del cuore di Napoli?

Direi il centro storico, zona Forcella.

A proposito di location, i video di Lettieri vengono da qualcuno accusati di ritrarre una Napoli idealizzata, addirittura stereotipata per certi versi.

Secondo me – invece – Napoli è proprio quella che racconta Francesco Lettieri nei suoi video, non è solo camorra e via dicendo. E’ una bellissima città, accogliente e chiunque venga qui non se ne vuole più tornare indietro.

Come sei entrato in contatto con Lettieri la prima volta? 

In pratica ho accompagnato due amici, che poi sarebbero i gemelli che si vedono anche nel video di “Intostreet”, a fare i casting per il video di “TU T’E SCURDAT‘ ‘E ME”. Solo che Lettieri mi ha notato e ha scelto me, poi da lì è nata un’amicizia…

Quanto sono durate le riprese?

Cinque giorni, per entrambi i video ha fatto un solo set. E’ stato divertentissimo, direi l’esperienza più bella che io abbia mai vissuto. C’è un aneddoto che vorrei raccontarti: il nostro cameraman era di Brescia e ci disse che al nord lo pagavamo molto di più per fare il suo lavoro, ma che non godeva di una vista così spettacolare. Stavamo a Marechiaro quando lo disse.

I luoghi nei quali avete girato erano già stati decisi precedentemente?

Sì, Lettieri li aveva già inseriti tutti nel copione.

E lui, che tipo regista è: lascia spazio alla creatività degli attori o è uno molto preciso?

Francesco ha uno stile di lavoro piuttosto libero, infatti ha lasciato molto spazio anche a noi attori, ma sempre con quella precisione che rende i suoi video fantastici.

Qual è la tua canzone preferita di Liberato?

““TU T’E SCURDAT’ ‘E ME”.

Hai qualche ricordo particolare legato a questa canzone?

Sì, anche perché è stato il mio primo set da protagonista. All’inizio ero un po’ in ansia, non conoscevo neanche Demetra, la ragazza del video. Poi, iniziando le riprese delle prime scene, mi sono sciolto da subito: per questo sono molto legato a quella canzone.

Visto che l’hai nominata: in che rapporti sei con Demetra?

Lei è di Roma, per cui non ci vediamo e sentiamo spesso. Però siamo amici, a volte parliamo, molto easy.

So che è una domanda che ti fanno in tanti, ma è una domanda inevitabile: hai mai incontrato Liberato?

No.

Non gli hai mai neanche parlato per telefono?

No, niente di tutto ciò.

Ti sarai fatto però qualche idea su di lui.

A dire il vero non ci ho mai ragionato, ho sempre pensato più alla sua musica che al personaggio. Non mi interessa molto di chi sia Liberato, anzi: se sapessi chi è, l’unica cosa che cambierebbe è che potrei fargli i complimenti di persona.

C’è un forte legame di Liberato con la tecnologia: i personaggi dei video sono sempre al telefono e si percepisce questa distanza affettiva, mediata sempre da un apparecchio telefonico.

Sì, secondo me Liberato parla di un amore dei nostri tempi, però le storie che racconta sono state in qualche modo vissute da tutti, anche da chi ha qualche anno in più.

Tu che rapporto hai con la tecnologia?

Anche io sono molto social: cerco sempre di rispondere a tutti quelli che mi contattano, a parte quelli che mi chiedono “Chi è Liberato?”. (ride)

Quante volte al giorno ti arriva quella fatidica domanda?

Eh, mediamente un centinaio di volte al giorno. Eppure ho sempre ribadito che non so chi fosse e tantomeno mi interessa sapere chi è, preferisco ascoltare la sua musica. Quindi è inutile continuare a farmi questa domanda.

Altre richieste o domande ricorrenti che ti arrivano?

“Quando ci sposiamo?” (ride)

Beh, ti sei creato una fanbase interessante…senti, che impressione ti hanno fatto i live di Liberato?

A Napoli è stato bellissimo, spettacolare! C’era una marea di persone, di qualsiasi età, qualsiasi etnia, lì tutti per ascoltare Liberato.

Quando giri per strada ti riconoscono?

Sì, quasi sempre. Ma è un fatto positivo, anche perché è bello far felice la gente anche solo con una fotografia. Le canzoni – poi – sono ascoltatissime: in qualsiasi quartiere, che sia ricco o povero. Per non parlare in discoteca: le mettono sempre tutte, le canzoni di Liberato.

Possiamo dire che sei diventato il nuovo volto di Napoli?

Spero di diventarlo e di rappresentare la mia città per il meglio che posso. E portare Napoli a un livello superiore.
Intervista ad Adam Jendoubi

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