Isee 2024 difforme? L'errore sui buoni fruttiferi da non fare

La guida completa per evitare errori nell'ISEE. Dichiarare le auto è di importanza vitale. Occhio alle multe!

17 Gennaio 2024
Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Fonte: 123RF

Anche per il 2024, il governo italiano ha confermato una serie di bonus e agevolazioni destinati ad andare incontro alle esigenze delle famiglie in difficoltà. Tra queste, il tanto discusso Reddito di Cittadinanza, soggetto a modifiche sin dal cambio di governo con Giorgia Meloni, ma anche e soprattutto altri incentivi come bonus bollette e bonus benzina. Tuttavia, per accedere a gran parte di questi vantaggi è essenziale compilare accuratamente il Modello ISEE, evitando un errore cruciale che potrebbe portare a multe salate fino a 25mila €. Curiosi di scoprire di quale errore si tratta? Andiamo a scoprirlo insieme.

Compilare l’ISEE: può essere un terreno minato per quello che riguarda le automobili

Chi si trova a compilare la dichiarazione dei redditi può incappare in una complicazione particolare quando deve attestare il possesso di un’automobile. Molte persone non comprendono appieno questa procedura e rischiano di commettere un grave errore che invaliderebbe l’ISEE. Non basta infatti il solo gesto di dichiarare una propria automobile di proprietà, ma è necessario segnalare ogni veicolo in possesso dei membri della famiglia, altrimenti si rischia di rendere l’ISEE non più valido.

È di fondamentale importanza chiarire che dichiarare le auto e altri veicoli nel Modello ISEE non implica automaticamente un aumento delle tasse. Questo processo serve esclusivamente a dichiarare il possesso delle automobili, non a determinare nuovi oneri fiscali.

Le tasse e i pagamenti relativi all’auto sono infatti già inclusi nella tassa di circolazione e nell’assicurazione; quindi, non è necessario versare ulteriori fondi allo Stato. Tuttavia, un errore in questa fase può comportare alla cancellazione dell’attestazione ISEE stessa, richiedendo settimane per crearne uno nuovo e rischiando di perdere tutti i bonus e le agevolazioni ottenute.

Quali sono i rischi della mancata dichiarazioni? Conseguenze e sanzioni

Nel Modello ISEE 2023, è quindi obbligatorio dichiarare le auto e gli altri veicoli posseduti al momento della presentazione della domanda, sia per il richiedente che per ogni membro della famiglia.

Anche se i veicoli non influiscono sul valore dell’attestazione, la mancata dichiarazione costituisce una falsa testimonianza con gravi conseguenze amministrative e penali.

Presentare un ISEE errato quando si chiedono agevolazioni può portare a sanzioni e multe fino a 25mila €. È importante notare anche che l’agevolazione non spetta a chi ha acquistato un’auto nuova immatricolata per la prima volta da 6 mesi, a veicoli di grande cilindrata (oltre 1.6 cc) immatricolati per la prima volta da due anni, né a chi possiede imbarcazioni.

Dichiarare gli autoveicoli nel modello ISEE: una guida pratica

Nel Modello ISEE 2023, è essenziale dichiarare accuratamente i veicoli di cilindrata pari o superiore a 500 cc posseduti alla data di presentazione della DSU. Per rendere questo processo più chiaro, i dati relativi al veicolo devono essere inseriti nel quadro FC6, seguendo alcune indicazioni fondamentali.

Per iniziare, è necessario indicare il codice corrispondente al tipo di veicolo posseduto. Utilizzando la chiave di identificazione, A corrisponde agli autoveicoli, M ai motoveicoli, N alle navi, e I alle imbarcazioni da diporto. Questo passo è cruciale per garantire la corretta categorizzazione dei veicoli nella dichiarazione.

Successivamente, è richiesto di fornire la targa o gli estremi di registrazione presso il registro competente per ogni veicolo da dichiarare. Per gli autoveicoli e i motoveicoli, questi dati devono provenire dal P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico), mentre per navi o imbarcazioni da diporto, si devono ottenere dal R.I.D. (Registro Italiano delle Navi da Diporto).

È importante notare che, contrariamente a quanto potrebbe sembrare intuitivo, non è necessario inserire ulteriori dettagli come la cilindrata e la data d’immatricolazione. La dichiarazione ISEE si concentra principalmente sulla proprietà dei veicoli, senza richiedere informazioni dettagliate che potrebbero complicare la procedura. Mantenere la dichiarazione chiara e focalizzata sui dati essenziali è fondamentale per evitare errori e garantire la validità del documento.

Si può correggere un ISEE sbagliato per inserire un veicolo?

La mancata dichiarazione delle proprie automobile nell’ISEE può portare a conseguenze gravi, tra cui la perdita dei bonus e delle agevolazioni erogate dopo la presentazione di un ISEE errato. Come abbiamo già visto, le sanzioni previste sono particolarmente elevate, raggiungendo cifre che partono da 5mila euro e arrivano fino a 25.822 euro, accompagnate da un rischio reale di reclusione che va da sei mesi a tre anni. Questo sottolinea l’importanza di compilare con attenzione la sezione relativa alle automobili, evitando di commettere errori che possano impattare negativamente sulle finanze familiari.

Se, per qualsiasi motivo, l’auto non è stata dichiarata correttamente, è necessario agire tempestivamente. La correzione dell’ISEE può essere effettuata presentando una nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) che includa tutte le informazioni corrette relative alle automobili di proprietà della famiglia.

In alternativa, è possibile richiedere al Caf (Centro di Assistenza Fiscale) che ha gestito la pratica, commettendo un errore materiale, di apportare la rettifica della DSU con effetto retroattivo. Questo passo è cruciale per ripristinare la corretta validità dell’ISEE e recuperare i benefici che altrimenti verrebbero persi a causa dell’errore nella dichiarazione delle auto.

Cosa succede a chi sbaglia l’ISEE?

Gli errori nel modello ISEE sono più comuni di quanto la maggior parte delle persone creda, anche considerando la complessità e la lunghezza del procedimento di compilazione. La presenza di errori nella DSU o nella dichiarazione dei redditi può portare naturalmente a un modello ISEE sbagliato sul nascere. È quindi cruciale riconoscere lo stato dei fatti prima di affrontare una correzione e garantire l’accesso ai benefici senza inconvenienti.

Per correggere gli errori nell’ISEE, ci sono due principali approcci. Il primo consiste nell’utilizzare un modello integrativo FC3, uno strumento appositamente progettato per aggiungere i dati mancanti senza dover ripetere l’intera procedura. Il secondo metodo prevede la ripetizione dell’intero processo, compreso il completamento di una nuova DSU. In entrambi i casi, la chiave sta nel fare attenzione ai dati corretti, garantendo una dichiarazione accurata e valida.

Se il modello ISEE risulta errato a causa di un errore commesso dal Caf, sorge la questione dei diritti e dei rimedi del contribuente. Prima di tutto, è fondamentale accertarsi che l’ISEE sbagliato sia il risultato di un’inadempienza del titolare o di un operatore del Caf. Una volta stabilita la responsabilità del Caf, il contribuente può intraprendere diverse azioni. Inviare al Caf una diffida attraverso la pec o una raccomandata A/R è un primo passo formale per richiedere correzioni immediate. In alternativa, è possibile intimare al Caf di procedere alle dovute correzioni senza indugi. Se gli errori nell’ISEE causano al contribuente la perdita di bonus e prestazioni, è suo diritto richiedere un risarcimento dei danni subiti.

Polemiche sulla nuova normativa: BTp fuori dall’Isee, una beffa per i piccoli investitori

Con l’approvazione della Legge di Bilancio per il 2024, è emersa una modifica significativa che riguarda i piccoli investitori italiani. I Buoni del Tesoro Poliennali (BTp), i Buoni Ordinari del Tesoro (BoT) e i Buoni Fruttiferi Postali, fino a un importo massimo di 50.000 euro, non saranno più computati nell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee). Questa disposizione ha tuttavia scatenato polemiche e preoccupazioni, poiché sembra creare una disparità di trattamento tra chi beneficia di servizi pubblici sussidiati.

L’Isee è l’attestazione che tiene conto della situazione economica e patrimoniale, considerando anche il numero dei componenti familiari. La norma recentemente introdotta penalizza coloro che possiedono liquidità su conti correnti, depositi o investimenti in asset finanziari, rispetto a coloro che hanno un capitale investito in titoli di stato e buoni fruttiferi.

Tuttavia, la sorpresa amara è giunta quando alcuni contribuenti, recandosi presso un Centro assistenza fiscale o un commercialista per calcolare l’Isee, hanno scoperto che i BTp non sono esclusi dal calcolo. In una circolare, l’Inps ha avvisato che è necessaria una correzione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) numero 159 del 2013, prima che la norma possa essere applicata concretamente. Questo ritardo potrebbe portare a un’effettiva applicazione della norma solo nel prossimo anno, lasciando le famiglie che avevano ipotizzato l’agevolazione a presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) nell’incertezza.

Con la scadenza per la presentazione dell’Isee fissata al 29 febbraio, molte famiglie rischiano di dover attendere giorni o settimane prima che la correzione venga effettuata. La situazione potrebbe ritardare l’applicazione pratica della norma, rappresentando una beffa per coloro che contavano su questa agevolazione. Nonostante il beneficio teoricamente introdotto, la confusione e l’incertezza potrebbero frenare molte famiglie dal continuare ad investire in bond sovrani.

Va notato che la corsa agli acquisti di BTp è stata in gran parte indipendente da questa nuova disposizione, poiché gli investimenti in titoli di stato sono stati effettuati negli ultimi due anni motivati principalmente dagli alti rendimenti offerti, piuttosto che dall’agevolazione fiscale ora prevista. Tuttavia, resta il fatto che l’inclusione dei BTp nel calcolo dell’Isee può costituire un ostacolo per coloro che desiderano godere appieno dei benefici di questa nuova normativa.

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