Il duello tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz non si gioca soltanto sulla terra rossa del Roland Garros o nelle classifiche ATP. Oggi la rivalità tra i due fenomeni del tennis mondiale passa anche dai conti in banca, dagli sponsor milionari e in parte anche dalle polemiche sui premi distribuiti dal circuito internazionale.
Mentre il torneo parigino si prepara a partire con un montepremi record da 62 milioni di euro, i migliori giocatori del mondo alzano la voce contro gli organizzatori degli Slam, accusati di destinare agli atleti una quota troppo bassa degli introiti generati dagli eventi.
- Alcaraz più ricco di Sinner: i numeri della classifica Forbes
- Gli sponsor fanno la differenza
- Due vite opposte: il bungalow di Alcaraz e il lusso di Monte-Carlo
- Quanto paga di tasse Jannik Sinner
Alcaraz più ricco di Sinner: i numeri della classifica Forbes
Secondo la classifica annuale di Forbes sugli sportivi più pagati del pianeta, Carlos Alcaraz occupa il 32° posto assoluto con guadagni stimati in 61,5 milioni di dollari nell’ultimo anno. Di questi, circa 23,5 milioni arrivano dai premi conquistati sul campo, mentre ben 38 milioni derivano dagli sponsor.
Più indietro Jannik Sinner, cinquantesimo nella graduatoria mondiale con 54,6 milioni di dollari complessivi: 22,6 milioni ottenuti nei tornei e 32 milioni fuori dal campo.
Una distanza economica che però potrebbe presto ridursi. L’azzurro, oggi numero uno ATP, continua infatti a vincere con continuità e potrebbe approfittare anche dello stop di Alcaraz, fermato da un problema al polso.
LEGGI ANCHE: — Dentro l’hotel extra lusso di Sinner a Roma: quanto costa una notte
Gli sponsor fanno la differenza
Nel tennis moderno i veri patrimoni si costruiscono soprattutto lontano dal campo. E sotto questo aspetto Alcaraz può contare su un portafoglio di partnership di altissimo livello.
Lo spagnolo è legato a Nike, che gli garantirebbe tra i 15 e i 20 milioni di euro a stagione, oltre alla fornitura tecnica. Accanto al colosso americano figurano anche molti altri brand tra cui Rolex, Louis Vuitton, BMW.
Sinner risponde con una rete di sponsor altrettanto prestigiosa. Il campione italiano ha firmato con Nike un accordo decennale da circa 150 milioni di euro, oltre ad accordi con Gucci, Rolex, Intesa Sanpaolo, Lavazza e molti altri ancora.
Due vite opposte: il bungalow di Alcaraz e il lusso di Monte-Carlo
Nonostante i guadagni da superstar, Alcaraz conduce una vita sorprendentemente sobria. Il tennista spagnolo vive infatti in un bungalow di circa 90 metri quadrati all’interno dell’Accademia Equelite, vicino Alicante, per restare a stretto contatto con il proprio centro di allenamento. Per gli spostamenti utilizza soprattutto una BMW iX1 elettrica, ricevuta dallo sponsor.
Scenario diverso per Sinner, residente nel Principato di Monaco, dove vive in un complesso vicino ai campi di allenamento. Nel garage del campione altoatesino figurano auto di lusso come una Audi RS6 ABT Legacy Edition, una Ferrari 812 Competizione e una Porsche 911 Carrera 4S.
Quanto paga di tasse Jannik Sinner
La residenza a Monte-Carlo continua ad alimentare polemiche sul fronte fiscale, ma il meccanismo di tassazione dei tennisti professionisti è più complesso di quanto sembri.
I premi vinti nei tornei vengono infatti tassati nel Paese in cui vengono incassati. Nel 2026 Sinner ha già accumulato circa 6,7 milioni di dollari di prize money, equivalenti a oltre 5,6 milioni di euro.
Tra i principali risultati stagionali:
- semifinale agli Australian Open, con tassazione australiana al 32,5%;
- vittoria a Indian Wells e Miami, tassate negli Stati Uniti al 37%;
- trionfo a Montecarlo, senza tassazione;
- successi a Madrid e agli Internazionali d’Italia, con aliquote rispettivamente del 24% e del 20%.
Il totale delle imposte già versate supera 1,4 milioni di euro.
Nonostante i compensi milionari, il tema economico resta centrale nel circuito ATP e WTA. Proprio al Roland Garros, infatti, Sinner, insieme a Novak Djokovic, Aryna Sabalenka e Iga Swiatek, è tra i leader della protesta contro gli organizzatori degli Slam. Al centro dello scontro c’è la percentuale dei ricavi destinata ai giocatori, considerata troppo bassa rispetto alla crescita economica del tennis internazionale.