La mascotte della clinica veterinaria sembra Pikachu

In realtà, è un tricosuro volpino: è stato salvato a Melbourne e ora è la mascotte della clinica veterinaria, che lo ha ufficialmente adottato.

26 Maggio 2020
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Fonte: Boronia Veterinary Clinic Facebook

Pikachu esiste davvero? Non proprio, ma un esemplare che attualmente si trova in Australia sembra somigliargli al punto che – vero o meno – l’intero pianeta si è convinto che il personaggio più celebre dei Pokemon sia stato proprio ispirato dalla sua esistenza.

In realtà, ci troviamo di fronte a un opossum dorato: per la precisione, a un tricosuro volpino, un marsupiale notturno molto diffuso tra le terre australiane, anche se nessuno avrebbe mai immaginato di poterne osservare uno di quel colore, così simile al fin troppo noto Pikachu. L’animale è stato trovato a Melbourne da un cittadino che, vedendolo in difficoltà, lo ha subito portato presso la Boronia Veterinary Clinic, dove è stato curato dai veterinari. Il suo particolarissimo colore – come è stato poi scoperto grazie ad approfondite analisi e a visite mediche – dipende dalla carenza di melanina, ma a nulla è servito sottolinearlo e ribadirlo. Il tricosuro volpino color dorato per il web è e resterà per sempre un Pikachu. E, nel frattempo, la stessa clinica ha deciso di usare ormai da tempo come propria foto del profilo Facebook l’immagine del particolarissimo esemplare di possum, ormai una vera e propria mascotte. Il dottor Stephen Reinisch, infatti, ha deciso di adottarlo e di tenerlo quindi con sé – e con il resto del team – nella clinica veterinaria.

“È passato tanto tempo, ma sembra che le sue immagini vivranno per sempre on-line –  ha commentato il dottor Reinisch come sottolinea La Stampa – quando è stato trovato nel bosco, era troppo piccolo per stare da solo. Probabilmente era caduto dalle spalle della madre mentre si arrampicavano su un albero. Abbiamo stimato che avesse circa 5 mesi: all’inizio era un po’ timido e logicamente spaventato per la situazione in cui si è trovato, ma piano piano si è adattato alla nuova vita”.

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