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L’umanità rischia l’estinzione entro il 2100: le 17 minacce che potrebbero cambiare il destino del mondo

Guerra nucleare e intelligenza artificiale per armi biologiche minacciano il futuro della popolazione mondiale, ma gli scenari peggiori possono essere ancora evitati grazie a scelte politiche tempestive

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Una guerra nucleare su vasta scala e l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale per lo sviluppo di armi biologiche rappresentano i due scenari più estremi che potrebbero condurre all’estinzione dell’umanità entro il 2100. È quanto emerge da uno studio piuttosto angosciante elaborato dalla prestigiosa Commissione di The Lancet, rivista medica di riferimento a livello internazionale.

Gli esperti sottolineano che la probabilità di un evento catastrofico assoluto resta bassa, ma la gravità delle possibili conseguenze impone di affrontare immediatamente questi temi. Nel caso di un conflitto atomico, il pericolo principale non deriva solo dalle esplosioni dirette, ma dal conseguente inverno nucleare: le polveri sollevate nell’alta atmosfera ridurrebbero la luce solare, distruggendo i raccolti e provocando una carestia globale devastante per la specie. Parallelamente, i progressi rapidi e non regolamentati dell’IA avanzata potrebbero consentire ad attori ostili di ingegnerizzare patogeni letali capaci di provocare danni su scala planetaria.

Gli altri 15 rischi per la salute planetaria

Oltre alle due minacce catastrofiche, il documento analizza altri 15 rischi storici ed emergenti che continuano a compromettere la salute pubblica e a cumulare effetti devastanti nei prossimi decenni. Tra questi figurano il cambiamento climatico, le guerre convenzionali, l’inquinamento atmosferico, la resistenza agli antimicrobici, la malnutrizione infantile, le pandemie di origine naturale, la riduzione degli aiuti sanitari internazionali, l’ipertensione, l‘obesità, il fumo, il consumo elevato di alcol, la cattiva salute mentale, l’invecchiamento in cattive condizioni, oltre a fattori socio-economici come la disuguaglianza di reddito e i bassi livelli di istruzione.

Per confrontare il potenziale impatto di fenomeni estremamente eterogenei, i ricercatori hanno impiegato l’indicatore DALY (Disability-Adjusted Life Years), che misura gli anni di vita in buona salute persi a causa di disabilità, malattie o mortalità prematura, anziché limitarsi al solo conteggio delle vittime. Le minacce agiscono spesso in modo sinergico, amplificando le disuguaglianze sociali e colpendo in misura sproporzionata le comunità economicamente più fragili.

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Il peso del cambiamento climatico e dei tagli agli aiuti sanitari

Il rapporto evidenzia come le decisioni dei governi possano modificare radicalmente il corso degli eventi. Riuscire a contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,8 gradi Celsius, rispetto a uno scenario incontrollato di 4,4 gradi, permetterebbe di risparmiare circa 1,89 miliardi di anni di vita in buona salute entro la fine del secolo.

Un’ulteriore criticità riguarda la contrazione dei finanziamenti destinati alla cooperazione sanitaria globale. Gli annunci di tagli da parte di grandi donatori, inclusi Stati Uniti e Regno Unito, rischiano di tradursi nella perdita di 1,5 miliardi di DALY entro il 2100. Quasi il 70% di questo impatto negativo colpirebbe l’Africa subsahariana, area già piagata da alti tassi di malnutrizione infantile. Mentre nei paesi ad alto reddito prevalgono patologie legate allo stile di vita e alla salute mentale, nelle nazioni a basso reddito le carenze educative e strutturali rimangono i principali determinanti di salute.

Il lavoro, redatto da 35 esperti internazionali e presentato in occasione del World Health Summit di Berlino, costituisce un monitoraggio permanente che verrà aggiornato con cadenza annuale per guidare le policy di prevenzione globale.

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