Fonte: Ansa

Messaggio dal "dentista": l'allarme per la nuova truffa WhatsApp

La nuova truffa sfrutta fiducia e fretta: basta un codice inserito nel posto sbagliato per perdere il controllo dell’account

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Sono dal dentista, puoi prestarmi 1.350 euro? Ho un problema con la carta, te li restituisco stasera“. Il messaggio arriva da un numero salvato in rubrica. Nome e foto profilo sono quelli di un amico, di un collega, di un parente. Il tono è naturale, diretto, privo di errori grossolani. È proprio questa normalità a rendere la nuova truffa WhatsApp tra le più insidiose delle ultime settimane.

Le segnalazioni sono in aumento in diverse città italiane. Lo schema è sempre lo stesso: una richiesta urgente di denaro, una cifra precisa – spesso 1.350 euro – e la promessa di restituzione immediata. La somma non è casuale. È abbastanza alta da essere significativa, ma non così elevata da sembrare impossibile in un contesto sanitario credibile.

Come funziona la trappola

Il meccanismo si basa su tre elementi: urgenza, familiarità e pressione psicologica. Il truffatore scrive da un account reale, appartenente a una persona conosciuta. Spiega di trovarsi dal dentista e di dover pagare subito. Se la vittima prova a chiamare, non ottiene risposta vocale. Arriva però un messaggio in chat: “Non posso parlare, sono sotto anestesia” oppure “Ti richiamo appena posso“.

È una giustificazione plausibile. L’anestesia impedisce di parlare. L’ambiente medico suggerisce discrezione. La richiesta appare coerente.

Subito dopo viene inviato un Iban, spesso italiano, e si chiede un bonifico istantaneo. Il bonifico immediato è centrale nel raggiro: una volta eseguito, il denaro viene trasferito in pochi secondi e diventa molto difficile bloccarlo.

La vittima viene spinta a inviare la contabile del pagamento. L’operazione si chiude in pochi minuti. Solo più tardi, quando prova a ricontattare la persona al telefono, scopre che non ha mai chiesto nulla.

Perché il messaggio arriva da un contatto vero

Il punto più inquietante è questo: non si tratta di un numero sconosciuto. L’account WhatsApp della persona è stato compromesso. Spesso tutto parte da una truffa precedente, come quella del finto voto per una “ballerina” o per un concorso online. In quel caso la vittima riceve un link, inserisce il proprio numero di telefono e poi un codice di verifica arrivato via SMS. Quel codice è in realtà il sistema di autenticazione di WhatsApp.

Consegnandolo, si permette ai truffatori di attivare l’account su un altro dispositivo. Da quel momento possono leggere le chat e scrivere ai contatti salvati in rubrica. Il raggiro del dentista è quindi spesso il secondo atto di un furto d’identità digitale. Prima si prende il controllo dell’account, poi si sfrutta la fiducia della rete di contatti.

I dati sulle truffe digitali

Secondo la Polizia Postale, le truffe online e le frodi informatiche continuano a crescere di anno in anno. Nel 2024 sono state migliaia le denunce per reati informatici legati a sottrazione di credenziali, accessi abusivi e raggiri via messaggistica. Le tecniche di social engineering – cioè la manipolazione psicologica della vittima – rappresentano una quota rilevante dei casi. L’elemento umano è decisivo. I criminali non forzano sistemi complessi: sfruttano fretta, fiducia e senso di responsabilità.

Come difendersi in modo concreto

La prima regola è semplice: non inviare denaro sulla base di una richiesta ricevuta solo via chat.

Serve una verifica diretta. Una telefonata, un messaggio vocale, un contatto su un altro canale. Se davvero una persona è in difficoltà, comprenderà la prudenza. Se invece insiste nel non parlare e sollecita il bonifico immediato, è un segnale di allarme.

È fondamentale non inserire mai codici di verifica ricevuti via SMS su siti esterni o su pagine non ufficiali. Quel codice è la chiave del proprio account.

WhatsApp mette a disposizione la verifica in due passaggi. Attivarla significa aggiungere un PIN personale che rende più difficile l’accesso non autorizzato. È utile anche controllare periodicamente i dispositivi collegati all’account, funzione disponibile nelle impostazioni dell’app.

Infine, se si scopre che il proprio account è stato violato, bisogna avvisare immediatamente tutti i contatti e sporgere denuncia alla Polizia Postale.

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