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Napoli finisce sulle riviste britanniche: cosa dicono su contagi e ristoranti

Allarme infezioni a Napoli: oltre 180 casi tra i vacanzieri. Scatta l’allerta sanitaria nella città amata dagli inglesi

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Scatta l’allerta sanitaria in Campania, una delle destinazioni più frequentate dai turisti europei. Secondo i dati più recenti, sono stati confermati almeno 65 casi di epatite A, con un totale che ha raggiunto circa 180 contagi dall’inizio dell’anno, concentrati soprattutto nelle zone di Napoli e Capri.

L’allarme riguarda in particolare i viaggiatori stranieri, tra cui numerosi turisti britannici, che frequentano queste località soprattutto nei mesi primaverili ed estivi.

Le cause del contagio: sotto accusa cozze e frutti di mare crudi

Le indagini sanitarie indicano che il focolaio sarebbe legato al consumo di frutti di mare contaminati, in particolare molluschi bivalvi come cozze, vongole e ostriche. Molti dei pazienti ricoverati hanno infatti dichiarato di aver consumato cozze crude, una pratica diffusa nella tradizione gastronomica locale.

Le autorità ritengono che l’origine possa essere collegata a un lotto contaminato distribuito nell’area di Napoli. Questo ha portato a provvedimenti immediati per limitare la diffusione del virus.

Misure urgenti: stop alla vendita e controlli a tappeto

Per contenere l’emergenza, il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha firmato un’ordinanza che vieta la vendita e il consumo di frutti di mare crudi in ristoranti, mercati e attività alimentari.

Provvedimenti simili sono stati adottati anche in altre aree, tra cui Benevento e Forio. Nel frattempo, i Carabinieri NAS hanno avviato controlli su ristoranti, pescherie e mercati per verificare la tracciabilità dei prodotti.

I campioni raccolti vengono analizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno per individuare eventuali contaminazioni.

La situazione negli ospedali: ricoveri ma casi non gravi

Negli ospedali della regione, la situazione è sotto controllo. Presso l’Ospedale Cotugno, uno dei principali centri per le malattie infettive, si registrano oltre 50 pazienti ricoverati e diversi accessi al pronto soccorso.

Secondo gli specialisti, la maggior parte dei casi riguarda persone tra i 30 e i 40 anni e presenta forme di epatite A non complicata, quindi non considerate al momento particolarmente gravi. Tuttavia, resta alta l’attenzione per prevenire eventuali complicazioni.

Sintomi e prevenzione: cosa sapere sull’epatite A

L’Epatite A è un’infezione del fegato che si trasmette principalmente attraverso cibo o acqua contaminati. I sintomi più comuni includono:

  • febbre
  • ittero
  • urine scure
  • nausea e perdita di appetito
  • stanchezza

Gli esperti raccomandano di lavare accuratamente frutta e verdura, evitare il consumo di alimenti crudi a rischio e, nei casi più esposti, valutare la vaccinazione.

Un fenomeno in crescita anche a livello nazionale

Il focolaio in Campania si inserisce in un trend più ampio. Negli ultimi anni, i casi di epatite A in Italia sono aumentati, soprattutto dal 2023, con episodi registrati anche in regioni come Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio.

Le cause sono spesso legate al consumo di alimenti contaminati, ai viaggi internazionali e ad altri fattori di trasmissione.

Turismo e sicurezza sanitaria: un equilibrio delicato

L’episodio solleva interrogativi importanti sulla sicurezza sanitaria nelle principali destinazioni turistiche. Località come Napoli e Capri restano tra le più amate al mondo, ma eventi di questo tipo evidenziano la necessità di controlli rigorosi e prevenzione costante. Garantire standard elevati di igiene e sicurezza alimentare è fondamentale per proteggere sia i residenti che i visitatori.

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