Cozze e vongole nascondono l'elisir di giovinezza: la scoperta

Cozze e vongole come chiavi per una vita più lunga? Una ricerca sui bivalvi ha svelato geni associati alla longevità

19 Gennaio 2024
Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

Content Specialist

Content writer, video editor e fotografa, ha conseguito un Master in Digital & Social Media Marketing. Scrive articoli in ottica SEO e realizza contenuti per social media, con focus su Costume & Società, Moda e Bellezza.

Da secoli, l’umanità ha intrapreso una ricerca incessante dell’elisir della giovinezza, simbolo del desiderio di una vita più longeva. Nell’era moderna, questa ricerca ha trovato nuovo impulso in campo scientifico, soprattutto grazie alle tecnologie avanzate di sequenziamento del genoma. La risposta, tanto cercata, potrebbe risiedere in due tra i più comuni frutti di mare che abbondano sulle nostre tavole: cozze e vongole.

Lo studio e i risultati ottenuti

Un recente studio pubblicato su Genome Biology and Evolution ha catturato l’attenzione degli studiosi dell’Università di Bologna, i quali hanno rivolto il loro sguardo a un gruppo di creature inusuali: i molluschi bivalvi, tra cui vongole, cozze, ostriche e capesante.

Questi abitanti del mare e delle acque dolci, con una sorprendente longevità che spazia da un anno a oltre 500 anni, si sono rivelati i soggetti ideali per sondare i segreti dell’invecchiamento, della durata della vita e del potenziale di longevità.

Gli esiti di questo studio innovativo hanno svelato una complessa rete di geni che evolvono in modo diverso nei bivalvi a vita lunga rispetto a quelli a vita breve. Le ricerche precedenti sull’invecchiamento si erano concentrate principalmente sugli esseri umani e su alcuni animali presi a modello, attribuendo l’invecchiamento all’accumulo di danni cellulari nel tempo.

L’eccezionale longevità nascosta nel DNA

Attraverso l’analisi dei dati, gli scienziati hanno individuato alcuni geni che presentano variazioni evolutive significative tra i bivalvi a vita lunga e quelli a vita breve. Geni legati ad esempio alla risposta al danno del DNA e alla regolazione della morte cellulare, hanno mostrato modelli di evoluzione convergenti tra le specie a vita lunga.

Gli autori dello studio hanno espresso l’intenzione di approfondire ulteriormente queste scoperte attraverso altre ricerche comparative. L’entusiasmo per esplorare la longevità in diverse specie è dovuto ai risultati ottenuti.

L’eccezionale longevità dei bivalvi potrebbe rivelare nuovi orizzonti nella comprensione dei meccanismi genetici alla base dell’invecchiamento. Si tratta di un’inedita sorgente di ispirazione che ci spinge a esplorare i segreti della vita, nascosti tra le conchiglie di cozze e vongole.

L’elisir di giovinezza e gli studi futuri

La scoperta dei meccanismi genetici correlati alla straordinaria longevità dei molluschi come vongole e cozze, potrebbe avere importanti implicazioni anche nel campo della vita umana. Sebbene sia ancora in fase iniziale, questa ricerca apre la strada a diverse possibilità e contribuisce alla nostra comprensione della biologia dell’invecchiamento. Questi geni ad esempio, potrebbero diventare marcatori di riferimento per identificare persone con una predisposizione genetica a una vita più lunga.

L’identificazione di geni specifici coinvolti nella risposta al danno del DNA, nella regolazione della morte cellulare e in altri processi chiave potrebbe portare alla progettazione di farmaci o trattamenti che mirano direttamente ad agire su questi meccanismi, rallentando così il processo di invecchiamento.

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