Origine e storia dei saldi in Italia dal 1939

I saldi furono introdotti in Italia per la prima volta durante l’epoca fascista. Da allora varie leggi sono intervenute a modificarne il funzionamento

Fonte: Pixabay

Di norma, esiste in Italia un divieto di vendite promozionali a partire da un mese prima dell’inizio dei saldi. Ciò significa che, quest’anno, i saldi inizieranno il 7 di luglio in tutta Italia, tranne che in Molise, Friuli Venezia Giulia e Basilicata, dove avranno inizio la settimana prima, e precisamente il 2 luglio.

Ma, per quest’anno, esiste anche una ulteriore eccezione: la Lombardia. Una legge regionale lombarda, infatti, sospende per un anno il divieto di vendite promozionali nel mese precedente all’inizio dei saldi: ciò significa che, anche se molti negozi non ne terranno conto, i saldi nella regione potranno, nella pratica, cominciare già il 6 giugno.

Come sono nati i saldi in Italia?

La prima legge a introdurre nel nostro Paese le categorie di “vendite straordinarie” e “vendite di liquidazione” fu approvata il 2 giugno 1939, dunque durante il periodo fascista. Nelle vendite straordinarie rientravano soprattutto gli indumenti e capi di abbigliamento, i quali erano considerati merci stagionali e suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. I commercianti erano liberi di scegliere il periodo dell’anno in cui applicare i prezzi ribassati, i quali erano però scoraggiati da una lunga trafila burocratica.

Dopo la caduta del fascismo le corporazioni vennero sciolte e si dovette attendere il 1980 prima che una nuova legge in materia venisse approvata. Anche in questo caso, veniva fatta una distinzione tra vendite fallimentari, da limitare ai casi di cessazione dell’attività, e saldi stagionali. Si stabilirono i periodi dell’anno nei quali era concesso applicare i saldi, che non potevano superare il numero di due all’anno e la durata di quattro settimane.

La situazione attuale

La legge del 1980 entrò in vigore con molte limitazioni, la maggior parte delle quali ancora in vigore: non poteva essere posto un limite al numero di capi in saldo acquistati, come non era possibile vincolare l’acquisto di un articolo scontato a quello di un altro. Con la legge del 1991, i periodi dell’anno nel quale era possibile saldare la merce vennero unificati a livello nazionale: dal 7 gennaio al 7 marzo e dal 10 luglio al 10 settembre.

Al di fuori di questi periodi, era consentito applicare sconti solo con la denominazione di “vendite promozionali”, e comunque non nei 40 giorni precedenti l’inizio dei saldi. Nel 1998 furono avanzate ulteriori modifiche e si stabilì che fossero le regioni ad avere l’ultima parola sulle date.

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