‘Parole O_Stili’, l'iniziativa contro i linguaggi violenti

Nelle giornate dell’8 e 9 maggio si è svolta, via streaming, la quarta edizione di ‘Parole O_Stili’, che ha coinvolto nel dibattito tanti nomi noti.

11 Maggio 2020
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Fonte: SEC

In tempi di Coronavirus anche una manifestazione come Parole O_Stili si reinventa. L’8 e il 9 maggio, infatti, la quarta edizione dell’iniziativa è andata in scena via streaming, coinvolgendo esponenti prestigiosi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e della letteratura. Gli ospiti si sono confrontati sul secondo principio del Manifesto, Si è ciò che si comunica, mettendo al centro la comunicazione social e i giovani.

Due i panel organizzati, il primo legato al mondo della scuola (Quando a settembre rivedrò i miei compagni…) e il secondo ispirato all’hashtag #iorestoacasa che ha presentato ufficialmente il Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva. I dati raccolti per l’occasione hanno mostrato un quadro in cui gay, migranti ed ebrei sono le categorie di persone più spesso vittime di odio e violenza in rete, con i social networks a fare da amplificatore di linguaggi violenti.

Eppure, proprio il web, in questi mesi di emergenza sanitaria e isolamento ha dimostrato tutto il proprio potenziale di condivisione sociale. “Abbiamo imparato che la Rete è un bene preziosissimo che merita di essere curato e a cui va dato il giusto valore – ha dichiarato Rosy Russo, Presidente di Parole O_Stili – Ed è per questo che abbiamo deciso di ritrovarci online, per continuare a mettere al centro le parole e il loro enorme potere, ma soprattutto, per riflettere sull’importanza delle nostre relazioni digitali, oggi più che mai.”

Tra gli interventi più significativi, quello di Malika Ayane, tra le protagoniste del primo panel.  L’artista ha raccontato: “Utilizzo i social media per imparare cose nuove perché a volte sottovalutiamo quanto i social possano essere dei mezzi di informazione: dei contenitori di grandi lezioni, a volte, e in altri casi semplici vettori di nuove informazioni.

Durante la quarantena, ad esempio, ho imparato tanto su posti nel mondo dove non sono mai stata. Con un gruppo di amici abbiamo anche aperto una pagina Instagram, Decameretta, dove tutti possono mandare dei contenuti, anche ripresi da altri profili, e dove condividiamo cultura e divertimento secondo un tema preciso scelto quotidianamente.”

E a proposito della didattica a distanza, la Ayane ha detto: “Quando è iniziato il lockdown, studenti e insegnanti sono stati straordinari e hanno trovato subito un modo per tornare al lavoro. In tanti sono stati molto fortunati ma non tutti hanno avuto la stessa fortuna. Faccio il tifo per tutti quelli che fanno parte della scuola italiana: alcune famiglie non hanno sempre la disponibilità di fornire dispositivi e connessione, stessa cosa vale anche per gli insegnanti. Complimenti davvero a insegnanti e studenti.”

In chiusura, infine, l’augurio per il prossimo anno scolastico: “Spero che a settembre si possa ritornare a fare tutto quello che ci piace, in sicurezza, e che le scuole riaprano per far sì che i ragazzi possano fare le loro scoperte e i loro errori. La cosa che vorrei sempre ricordare agli studenti è di creare un rapporto con i professori.”

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