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Ecco le parole più lunghe del mondo e impossibili da pronunciare

Qual è la parola più lunga del mondo? E quale quella più difficile da pronunciare? Andiamo a scoprirlo insieme.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Nel vasto panorama linguistico globale, si celano delle vere e proprie meraviglie linguistiche: parole che si estendono per una lunghezza incredibile e sfidano anche i parlanti più esperti a pronunciarle correttamente. Questi lemmi intrighi sono sparsi tra diverse lingue e culture, e il loro solo ascolto può mettere alla prova persino i più temerari appassionati di linguistica. Non è un caso che molte di queste parole siano considerate autentiche sfide per la pronuncia, tanto che richiedono un vero e proprio allenamento prolungato per essere padroneggiate e per poterle pronunciare correttamente.

Ovvio che parliamo soprattutto di lingue straniere che, con le loro combinazioni uniche di suoni e intonazioni, sembrano essere le vere protagoniste di questa collezione di scioglilingua epici. Tra queste, spiccano in particolare le parole tedesche, celebri per la loro complessità e lunghezza straordinaria. L’idea di affrontare una di queste sfide linguistiche senza una preparazione adeguata potrebbe far tremare anche i più audaci poliglotti. Ma è proprio questa sfida che attira molti appassionati di lingue e cultura, spingendoli a dedicare ore di pratica per poter finalmente pronunciare queste parole con una maestria degna di un madrelingua.

Andiamo dunque ad addentrarci in quello che è un viaggio affascinante attraverso le parole più lunghe e insidiose del mondo. Andremo ad esplorare le origini di queste parole, scopriremo il loro significato e cercheremo di svelare i segreti per pronunciarle con successo. Quindi, preparatevi a immergervi in un universo linguistico straordinario, in cui la sfida di pronunciare queste parole diventa un’appassionante avventura alla scoperta delle complessità della comunicazione umana.

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È la parola più lunga del mondo: la riesci a pronunciare?

In un universo linguistico vasto e ricco di sfumature, le lingue umane si presentano in una varietà incredibile di forme e suoni. Con ben 141 lingue ufficiali, migliaia di lingue non riconosciute ufficialmente e una miriade di dialetti, ogni cultura contribuisce alla complessità della comunicazione verbale. Tuttavia, tra questa moltitudine di vocaboli, ti sei mai domandato quale parola sia davvero la più lunga di tutte?

La risposta a questa sfida linguistica si trova nell’inglese, una lingua con una reputazione di ecletticità e ricchezza lessicale. Ma che solitamente rappresenta anche un esempio di brevità.

Non è questo il caso, dato che la parola che si guadagna il titolo di “più lunga del mondo” è una creatura sorprendente: “methionylthreonylthreonyl(…)isoleucina“. Composta da un’incredibile sequenza di 189.819 lettere, questa parola è in realtà il nome chimico di una proteina nota in breve come titina. L’imponente lunghezza di questa parola è tale che pronunciarla integralmente richiederebbe più di tre ore di impegno costante. Diciamo che rappresenta una prova straordinaria anche per il più paziente e determinato linguista.

È interessante notare che, nonostante la sua provenienza dall’inglese, questa parola supera le barriere linguistiche ed è riconosciuta come una la parola più lunga e complessa di qualsiasi lingua conosciuta. La sua lunghezza impressionante rappresenta una sfida unica, un enigma linguistico che ha catturato l’attenzione di appassionati di lingue e studiosi di tutto il mondo.

La parola più lunga nel vocabolario italiano

Nel vasto repertorio delle parole italiane, vi è un’enigmatica gemma lessicale che attrae l’attenzione degli appassionati di lingua e letteratura. Questa straordinaria parola, avvolta da 26 lettere, si erge come il massimo esponente della lunghezza nel vocabolario italiano: “precipitevolissimevolmente“. Essa riesce ad essere da sola un endecasillabo, ovvero una parola formata da undici sillabe. Questa parola affascinante trova spazio soprattutto in un motto proverbiale, in grado di evocare l’immagine di chi, in un balzo troppo ardito, finisce per cadere rapidamente e inesorabilmente. Si trova per la prima volta in “La Celidora, ovvero il governo del Malmantile“, opera di Andrea Agostino Casotti datata 1734. Recita così: “Chi troppo in alto sal, cade sovente precipitevolissimevolmente”.

Tuttavia, l’universo linguistico italiano cela un segreto ancora più affascinante e antico, custodito nei meandri del “De vulgari Eloquentia” di Dante Alighieri. La parola “sovramagnificentissimamente“, composta da 27 lettere, emerge come un prodotto del genio poetico di Dante stesso. Questo termine monumentale è a sua volta un endecasillabo in grado di sfoggiare una bellezza e un equilibrio che rispecchiano la maestria linguistica del sommo poeta. Benché non abbia trovato un posto ufficiale nel moderno vocabolario italiano, anche questo termine ci svela la natura sfaccettata e in continua evoluzione della lingua, un tesoro nascosto che ci spinge a esplorare le profondità delle espressioni linguistiche e a celebrare il potere della parola.

Le altre dieci parole più lunghe al mondo e impronunciabili

Ma al mondo esistono anche tantissime altre parole praticamente impronunciabili. Oltre a “methionylthreonylthreonyl(…)isoleucina“, sono veramente lunghe. Ovviamente, vengono da più lingue e solo chi ha una dimestichezza incredibile riesce a pronunciarle.

  • La prima è “Lopado­­temacho­­selacho­­galeo­­kranio­­leipsano­­drim­­hypo­­trimmato­­silphio­­parao­­melito­­katakechy­­meno­­kichl­­epi­­kossypho­­phatto­­perister­­alektryon­­opte­­kephallio­­kigklo­­peleio­­lagoio­­siraio­­baphe­­tragano­­pterygon“. Formata da 170 caratteri, è stata coniata da Aristotele ed è in greco antico e vuol dire: “Ostriche­-tranci­-di­-pesce­-salato-­cagnoli­-gattucci­-pezzi­-di­-cefalo-­in­-salsa­-piccante-­silfio­-olio­-miele-­tordi­-merli­-colombacci­-colombelle­-galletti­-lodole­-arrosto­-cutrettole­-piccioni­-selvatici­-lepri­-cotte­-nel­-vino­-croccanti­-cantuccini“. Diciamo che somiglia ad una versione estesa del “Fragole, panna e champagne” di Achille Lauro.
  • Segue “Sparvagnsaktiebolagsskensmutsskjutarefackforeningspersonalbeklandnadsmagasinsforradsforvaltaren“, ovvero la parola svedese che indica il “direttore del magazzino approvvigionamento uniformi per il personale dei pulitori dei binari della compagnia tramviaria“.
  • Al terzo posto c’è un luogo della Nuova Zelanda: “Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapikimaungahoronukupokaiwhenuakitanatahu“, detta Taumata per brevità.
  • Quarto posto per un vecchio decreto legge per il monitoraggio dell’etichettatura delle carni di manzo in Germania: “Rindfleischetikettierungsüberwachungsaufgabenübertrag-ungsgesetz“, ovvero “Legge sul trasferimento dei compiti di sorveglianza dell’etichettatura delle carni bovine“.
  • Al quinto posto il gallese, ancora con un toponimo: “Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch“, un paese vicino ad Anglesey, il cui nome può essere tradotto con “Chiesa di Santa Maria nella valletta del nocciolo bianco, vicino alle rapide e alla chiesa di San Tysilio nei pressi della caverna rossa“. Se non altro, evoca un paesaggio incantevole.
  • I polacchi, invece, usano una parola per indicare chi possiede 99 nazionalità: “dziewie´cdziesieciodziewiecionarodowo´sciowymarylong“.
  • Nei Paesi Bassi, per indicare una “preparazione di una cavalcata infantile per Carnevale”. si usa il termine “Kindercarnavalsoptochtvoorbereidingswerkzaamheden“. Molto facile da usare per i bambini…
  • Inutile dire che anche nel mondo della scienza ci sono parole lunghissime per indicare organismi, malattie e concetti, ovviamente in latino. Uno di questi è il termine “pneumonoultramicroscopicsilicovolcanoconiosis“, una malattia dei polmoni causati dalle inalazioni di ceneri e sabbia.
  • Segue “Hippopotomonstrosesquippedaliophobiefrlong”, ancora in tedesco. Stranamente questo termine indica la fobia delle parole troppo lunghe.
  • Ma i tedeschi non scherzano nemmeno con l’assicurazione auto, che si chiama “Kraftfahrzeug-Haftpflichtversicherung“. Ben 37 lettere.

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