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Perchè si dice sbolognare

Avete mai utilizzato il termine “sbolognare”? Probabilmente sì, ma in pochi conoscono l’origine di questa parola

Fonte: Pixabay

Avete mai sentito qualcuno affermare di voler “sbolognare” un oggetto o una persona? Probabilmente sì ed è possibile che abbiate fatto uso voi stessi di questo termine senza conoscerne il vero significato. Oggi vi racconteremo l’etimologia della parola che, lungi dall’essere una mera forma dialettale, appartiene al vocabolario italiano.
Sbolognare” significa, come da definizione, “sbarazzarsi di un oggetto di scarso valore o di una persona sgradita” e si applica soprattutto a “monete false o fuori corso da dare via”. Il prefisso “s-” ha funzione derivativa, mentre la parola nel suo insieme è un derivato di “Bologna”, nota città italiana.

Etimologia incerta del termine sbolognare

I motivi che si celano dietro l’aver coniato la parola sbolognare non sono del tutto chiari. Di certo sappiamo infatti solo che il termine è un derivato del nome della città di Bologna, probabilmente perché qui venivano prodotti oggetti di oro falso o comunque di metallo di bassa lega. Sicuramente, in ogni caso, la storia e la genesi della parola sono lunghe e incerte.

Già all’inizio dell’Ottocento, nell’Italia settentrionale il verbo bolognare veniva ampiamente impiegato con il significato di imbrogliare, probabilmente per ragioni simili a quelle sopra esposte. All’inizio del Novecento, invece, la stessa parola assumeva dapprima il significato di pagare, poi quello di “vendere con furbizia”.

La storia della parola: da “bolognare” a “sbolognare”

L’ultimo significato era ispirato indubbiamente a “bolognino”, ovvero l’antica moneta bolognese. Qualche decennio più tardi, circa alla metà del ventesimo secolo, il verbo bolognare venne modificato in sbolognare e assunse il significato che conosciamo e con il quale lo pronunciamo oggi. La parola assume oggi un significato buffo e scanzonato.+

Infatti, nel linguaggio odierno, il termine sbolognare, nelle sue varie forme, pur non denotando un registro linguistico particolarmente elevato, contribuisce a conferire simpatia a vivacità al discorso. Tale carattere, che rende inevitabile strappare un sorriso all’interlocutore, si ritrova radicato anche in famosi motti popolari come “Oro di Bologna, rosso dalla vergogna”. La parola si applica a diverse situazioni: possiamo sbolognare un regalo non gradito, un familiare particolarmente appiccicoso, i figli piccoli in situazioni in cui preferiremmo la calma, una cucciolata partorita dal nostro animale.

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