Perché ci perdiamo al supermercato?

I risultati dello studio potrebbero essere utili anche capire il disorientamento dei malati di Alzheimer

3 Dicembre 2021
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È probabilmente l’incubo di tutti i bambini, ma anche gli adulti non ne sono esenti. Stiamo parlando della facilità con cui spesso ci perdiamo al supermercato. Entriamo, prendiamo il carrello e girando ora di qua ora di là finiamo per non raccapezzarci più in quel labirinto fatto di corsie.

Come riporta il sito Infinitynews.it, i neuroscienziati per molto tempo sono stati incuriositi dalla capacità del cervello di conservare i ricordi spaziali, specialmente in luoghi simili come le catene di negozi. Ecco quindi che un team di ricercatori dell’Università dell’Arizona ha condotto uno studio i cui risultati offrono una risposta al motivo per cui si rimane disorientati nei corridoi di un supermercato.

Gli studiosi hanno fatto vedere a 27 partecipanti un video animato presentato dal punto di vista di un individuo che cammina attraverso tre città virtuali. Sebbene le città fossero quasi identiche – avevano tutte un campo verde circolare con un supermercato al centro e altri sei negozi sparsi per il paese – c’erano alcune particolarità.

Non tutte le città avevano gli stessi supermercati: tre erano comuni alle tre città, altri tre erano solo in due città e ogni città aveva un negozio unico.

I partecipanti dovevano memorizzare dove si trovava ogni negozio in ogni città, dove si relazionavano tra loro e quanto tempo impiegavano a camminare tra determinati negozi. Successivamente è stato chiesto loro l’ubicazione dei supermercati, cosa a cui è stato difficile rispondere a causa delle somiglianze tra le città. Chi ha raggiunto almeno l’80% nel test ha guardato i video e ha risposto di nuovo alle domande, ma questa volta con un dispositivo che ha registrato le immagini del proprio cervello.

I ricercatori hanno scoperto che i modelli di attività cerebrale erano molto simili quando le città erano le stesse. Però alla domanda sui negozi apparsi in più di una città, le immagini del cervello erano già molto diverse, indicative del fatto che i cervelli dei partecipanti vedevano le città ripetute diverse dai due negozi che erano addirittura completamente diversi.

I risultati suggeriscono che questo è il modo in cui il nostro cervello bilancia la conservazione di nuove informazioni, senza un uso limitato delle proprie capacità, con il riapprendimento di processi simili che si verificano ogni giorno. I risultati poi suggeriscono che la corteccia prefrontale è la parte del cervello che contiene queste informazioni.

Quanto detto finora potrebbe dimostrarsi utile per studiare il disorientamento e l’oblio spaziale tipici dei malati di Alzheimer.

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