In questo supermercato puoi fare la spesa senza spendere soldi

Sembra surreale, ma in un supermercato inglese moltissimi prodotti sono gratis: tutto merito di Nikki, ecco come ci riesce

Certamente quando Nikki Barret ha aperto il suo piccolo supermercato a Stoke-on-Trent, nella contea dello Staffordshire, in Inghilterra, non immaginava che un giorno sarebbe diventata un punto di riferimento per i suoi concittadini: eppure a soli due danni di distanza dall’inaugurazione della sua attività, il negozio va a gonfie vele anche se, udite udite, non girano soldi. Come fa a funzionare un supermercato senza che i prodotti vengano pagati dai clienti?

La 39enne inglese, moglie di Duane e madre di 5 figli, ha iniziato la sua avventura quando si è resa conto dell’incredibile quantità di cibo che veniva sprecato non solo in casa sua, ma anche nei supermercati: si stima infatti che nel Regno Unito vengano smaltiti circa 7,2 milioni di tonnellate di alimenti e bevande che hanno superato la data di scadenza ma che sarebbero ancora buoni da consumare.

Come riesce la donna a mandare avanti il suo nobile progetto? Nikki si è ingegnata collaborando con grossisti e supermercati locali, da cui compra cibo in scadenza ma perfettamente commestibile e lo vende fino al 50% in meno rispetto ai normali prezzi nei negozi. Inoltre c’è un reparto dove i prodotti sono completamente gratuiti poiché hanno superato la data di scadenza.

L’imprenditrice dal cuore d’oro ha dichiarato: “Quando le persone entrano per la prima volta, lottano con li concetto (che il cibo sia gratis, ndr). Quando dici “è gratis”, ti guardano come se avessi due teste, perché non molto spesso puoi ottenere qualcosa in cambio di nulla. Ora le persone si fidano di noi. Se sei in difficoltà, entra e riempi una borsa con pane gratis o frutta e verdura. Le persone si stanno rendendo conto che non devono faticare”.

E ancora: “Penso di avere il miglior lavoro al mondo. Molti dei miei clienti sono diventati amici. Le persone si confidano con me. Scalda il cuore sapere che i clienti saranno in grado di sfamare la loro famiglia, che non avranno fame”.

Ad entrare nel negozio, non soltanto persone bisognose, ma anche clienti attenti a ridurre lo spreco di cibo che cercano, nel loro piccolo, di sensibilizzare la comunità a risparmiare in quest’ottica.

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