Perchè il gioco del "Monopoli" si chiama così?

Monopoli, tutti ci hanno giocato almeno una volta, ma non tutti conoscono la storia che si cela dietro al nome del gioco da tavolo più famoso e venduto al mondo

Fonte: flickr

Quando si parla di giochi da tavolo non si può non pensare al monopoli. Tutti, almeno una volta nella vita, si sono ritrovati attorno ad un tavolo a sfidarsi a colpi di dadi, fingendo di essere dei grandi imprenditori immobiliari. Quel che non tutti sanno è che il gioco del monopoli non si è sempre chiamato così, ma è stata necessaria una lunga e intricata storia per dare un nome al gioco da tavolo più diffuso al mondo. Per capire perché il monopoli si chiama così bisogna andare indietro nel tempo, senza però fermarsi al 1935, anno della sua presunta nascita.

In realtà, il primo vero prototipo del monopoli è stato ideato nel 1903 dalla scrittrice americana Elizabeth Magie. La donna era una sostenitrice della filosofia economica di Henry George e creò un passatempo con finalità didattiche proprio per divulgarne le teorie. Il gioco fu chiamato The Landlord’s Game (che significa il gioco dei proprietari terrieri) ed era strutturalmente simile al monopoli: plancia di gioco con 40 caselle, dadi da lanciare, imposte da pagare. A differenza del monopoli, il regolamento del Landlord’s Game consentiva ai giocatori di cooperare per versare l’affitto in un fondo comune, trasmettendo così un messaggio antimonopolistico.

Ben presto il gioco si diffuse in tutti gli Stati Uniti. Il passare del tempo, però, ne ha modificato le regole, privandolo della finalità antimonopolistica tanto da essere chiamato “Auction Monopoly“, cioè monopolio all’asta. Solo nel 1935 il gioco fu chiamato semplicemente “Monopoly” grazie all’ingegnere Charles Darrow che introdusse ulteriori modifiche al regolamento e propose la sua versione alla casa produttrice Parker Brothers. Ora la domanda sorge spontanea: come mai in Italia il gioco è stato commercializzato con il nome “Monopoli” invece dell’inglese “Monopoly”?

Chiunque abbia mai osservato la scatola della versione italiana del gioco da tavolo, sa benissimo che la scritta che si legge è Monòpoli, con la “o” accentata che risalta. La spiegazione è semplice visto che in Italia il gioco è stato prodotto a partire dal 1935. In quell’anno, in pieno regime fascista, la legge proibiva di utilizzare termini inglesi. Così il termine è stato italianizzato ed è stato introdotto l’accento sulla “o” con lo scopo di discostarsi dal concetto di monopolio. Questo fino al 2009, quando anche in Italia il nome commerciale è diventato Monopoly.

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