Fonte: Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Questo quadro del 1611 nasconde una verità scientifica: solo nel 2025 è stato confermato

Un dettaglio in un dipinto di Jan Brueghel il Vecchio anticipa una scoperta confermata dalla scienza nel 2025.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Un dettaglio dipinto più di quattro secoli fa potrebbe aver anticipato una scoperta scientifica confermata soltanto nel 2025. Il protagonista è un quadro del 1611, “Aria”, opera di Jan Brueghel il Vecchio, pittore fiammingo noto per la precisione con cui raffigurava natura, animali e paesaggi. A prima vista sembra una ricchissima allegoria dell’aria, piena di uccelli, figure mitologiche e creature in volo. Ma in alto a destra, quasi nascosto tra le tante presenze, compare un particolare sorprendente: un pipistrello che sembra catturare un piccolo uccello mentre vola.

La scena è rimasta a lungo una curiosità artistica. Poi la scienza ha confermato che quel comportamento, apparentemente improbabile, esiste davvero. La nottola gigante, nome scientifico Nyctalus lasiopterus, è il più grande pipistrello europeo ed è capace di cacciare e mangiare passeriformi migratori in volo.

Il dettaglio nascosto in “Aria”

Il dipinto “Aria” raffigura oltre 60 specie di uccelli e almeno tre specie di pipistrelli. Secondo quanto ricostruito, uno di questi animali presenta caratteristiche molto compatibili con la nottola gigante: orecchie corte e arrotondate, ali lunghe e strette, pelo bruno-rossastro. Ma il dettaglio davvero sorprendente è la preda: un piccolo passeriforme stretto nella bocca.

Per molto tempo gli scienziati avevano sospettato che la nottola gigante si nutrisse anche di uccelli, perché erano state trovate piume e tracce di DNA nei suoi escrementi. Mancava però una prova diretta del modo in cui il pipistrello riuscisse a catturarli e consumarli.

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Cosa ha confermato la scienza nel 2025

Nel 2025 uno studio pubblicato su Science ha fornito la prova diretta: grazie a biologging, registrazioni acustiche, dati di movimento e analisi molecolari, i ricercatori hanno documentato che la nottola gigante sale ad alta quota, insegue i passeriformi migratori durante la notte e può consumarli mentre è ancora in volo. Lo studio, pubblicato il 9 ottobre 2025, ha chiarito un comportamento che era stato ipotizzato per circa vent’anni.

La scoperta sul quadro è arrivata dopo. Un gruppo di studiosi spagnoli ha osservato che Brueghel aveva già rappresentato una scena simile nel 1611. La ricerca è stata pubblicata su PNAS con il titolo “Natural history on canvas: Brueghel knew about bird-eating noctule bats”. Gli autori non sostengono di avere una certezza assoluta sulle intenzioni del pittore, ma il livello di dettaglio ha colpito gli studiosi.

Brueghel lo aveva visto davvero?

La domanda è inevitabile: Jan Brueghel il Vecchio sapeva davvero che alcuni pipistrelli mangiano uccelli in volo? Gli studiosi invitano alla cautela. I quadri allegorici non sono fotografie naturalistiche e un dettaglio può rispondere a una scelta simbolica, a una convenzione artistica o a una libertà compositiva.

Eppure l’ipotesi è affascinante. Brueghel visse anche in Italia, dove la nottola gigante è presente. Potrebbe aver osservato direttamente l’animale, aver ascoltato racconti di chi lo aveva visto o aver notato tracce indirette, come resti di piume. Anche se la scena non riproduce perfettamente il comportamento descritto dagli studi moderni, la combinazione tra specie riconoscibile e preda specifica sembra troppo precisa per essere liquidata come puro caso.

Il quadro del 1611 non “prova” da solo che Brueghel avesse compreso la caccia della nottola gigante, ma suggerisce che quel comportamento potesse essere stato notato molto prima degli strumenti moderni.

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