Per molti automobilisti si tratta di un automatismo collaudato: si trova parcheggio, si tira il freno a mano, si mette la leva del cambio in folle e si spegne il motore. Una sequenza apparentemente innocua che però, in determinate circostanze, può trasformarsi nell’innesco di un grave incidente.
Lasciare la vettura in folle quando è in sosta è un rischio strutturale che sottovaluta le leggi della fisica e l’usura dei materiali meccanici. Affidare la stabilità di un mezzo che pesa in media tra i 1.200 e i 1.800 chili a un unico dispositivo di blocco è un errore che può costare caro, sia in termini di sicurezza che di responsabilità legali.
Il mito del freno a mano infallibile
Il motivo principale per cui non si dovrebbe mai lasciare l’auto in folle risiede nella natura stessa del freno a mano. Che sia il classico modello a leva meccanica con cavo d’acciaio o il più moderno pulsante elettronico, questo sistema agisce solitamente solo sulle due ruote posteriori e non è esente da guasti o perdite di efficienza:
- Sbalzi termici ed elasticità: Con il tempo, i cavi d’acciaio dei freni a mano tradizionali tendono ad allungarsi e a perdere tensione. Inoltre, lo sbalzo termico (il passaggio dal caldo dell’asfalto estivo al freddo della notte) può far contrarre o dilatare i materiali metallici e i componenti dei freni, riducendo la forza di serraggio sulle pinze o sui tamburi.
- Mancato bloccaggio completo: Se la leva non viene tirata con la giusta forza o se il motorino elettrico del freno elettronico subisce un micro-guasto, la pressione sui freni potrebbe essere appena sufficiente a tenere l’auto ferma in quel preciso istante, ma non abbastanza se la vettura riceve una minima sollecitazione esterna.
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L’effetto proiettile e il principio della marcia inserita
Cosa succede se il freno a mano cede mentre l’auto è in folle? Le ruote sono completamente libere di girare. Se il fondo stradale presenta anche una minima e impercettibile pendenza, la forza di gravità inizierà a muovere l’auto. Senza nessuno a bordo a frenare, il veicolo acquisterà velocità in pochi metri, trasformandosi in un pericolo pubblico per pedoni, ciclisti e altre vetture.
Inserire la prima marcia (o la retromarcia se si parcheggia in discesa) crea un vincolo meccanico fondamentale. Quando il motore è spento e la marcia è inserita, le ruote motrici sono collegate direttamente ai pistoni del motore tramite la trasmissione. Poiché i pistoni sono fermi e sigillati nei cilindri, per far muovere le ruote la forza di gravità dovrebbe riuscire a vincere l’altissima compressione interna del motore. Questo blocco meccanico è di fatto il vero “antidoto” al movimento accidentale dell’auto.
Cosa dice il Codice della Strada
Lasciare l’auto in condizioni non sicure non è solo rischioso, è anche vietato. L’articolo 141 del Codice della Strada stabilisce chiaramente che il conducente deve sempre regolare la velocità e mettere in atto tutte le cautele necessarie per evitare pericoli. In modo ancora più specifico, le norme sulla sosta impongono l’obbligo di adottare le misure idonee a impedire che il veicolo si metta in movimento in assenza del guidatore.
In caso di incidente causato da un’auto che si è sfrenata da sola perché lasciata in folle, la responsabilità civile e penale ricade interamente sul proprietario o sul conducente, con il forte rischio che l’assicurazione applichi il diritto di rivalsa per grave negligenza.